qatar2022Centottantacinque morti tra gli operai sono troppi perché la Fifa non intervenga chiedendo ufficialmente informazioni sulle condizioni di lavoro delle manovalanze che partecipano alla realizzazione degli impianti per la Coppa del Mondo 2022 del Qatar. Un’edizione che, mentre quella del Brasile continua a registrare ritardi e polemiche, ha già fatto parlar molto di sé per via della possibilità di giocarla in inverno e – proprio – per le morti bianche sui cantieri (C&F ne aveva già parlato in passato). Ma già all’assegnazione, si era sollevato un polverone che aveva portato alla sospensione di due dirigenti Fifa, che in alcune rivelazioni fatte da giornalisti in incognito avrebbero venduto i loro voti per favorire il Qatar.

Fifa in audizione al Parlamento Ue sul Qatar

L’organo di governo del calcio mondiale ha chiesto al comitato qatariota che sovrintende alla costruzione di impianti per il torneo un rapporto entro il 12 febbraio. Solo così il dirigente Fifa, Theo Zwanziger, si potrà prepararre alla testimonianza davanti al Parlamento europeo calendarizzata per il giorno seguente. Non molto tempo, diranno gli scettici, per verificare che tutto effettivamente stia filando per il verso giusto.

In due anni sono morti 382 lavoratori

Il giornale Observer ha riportato pochi giorni fa che il Comitato di Coordinamento Pravasi Nepali, che si occupa di immigrazione per lavoro, ha contato 185 morti in base ai dati del governo e ai certificati di morte dell’ultimo anno. Negli ultimi due anni, almeno 382 lavoratori provenienti dal Nepal sarebbero morti. “Siamo attualmente al centro di un intenso processo che mira esclusivamente a migliorare la situazione dei lavoratori in Qatar”, ha detto Zwanziger nella dichiarazione ufficiale. “In definitiva, quello che ci serve sono regole e processi che possano restituire fiducia e garantire che la situazione, che è inaccettabile in questo momento, migliori in modo chiaro e sostenibile”. Un rapporto è in agenda anche per il comitato esecutivo della Fifa del 20 e 21 marzo.

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