Forse questa e’ la volta buona. L’avrà detto centinaia di volte il patron Gino Corioni parlando della cessione del suo Brescia, una telenovela infinita forse giunta alla puntata decisiva. L’Ad di Mapi Group Giampietro Manenti parla già da presidente delle Rondinelle nonostante non ci sia ancora l’ufficialità del passaggio di proprietà; oggi si è arrivati alla fatidica apertura dei due conti correnti bancari sui quali l’amministratore delegato della società con sede a Nova Gorica dovrà far defluire i capitali necessari all’acquisto della società.

I Conti correnti

“Niente soldi, niente Brescia” ha tuonato a suo modo lo storico presidente Corioni, dato che la fantomatica cordata dell’Est, composta da russi, ucraini e sloveni, e guidata da Manenti non ha ancora versato nulla, pare a causa del recente Natale Ortodosso, ma l’apertura dei conti Ubi fa ben sperare la famiglia Corioni. Il secondo conto corrente aperto in Ubi Banca, invece, servirà all’Ad di Mapi Group per saldare il debito del Brescia nei confronti del suo storico sponsor, calcolato in 12 milioni di euro, una cifra che sta mettendo in apprensione l’istituto bancario, anch’esso celato dietro uno strategico no comment.

Manenti ad un passo dalla Leonessa d’Italia

La possibile “invasione dall’Est”

Dopo il possibile investimento arabo nella serie A, ipotizzato da Calcio&Finanza da parte di Etihad in procinto di acquisire Alitalia, ci potrebbe essere quello sovietico con Gazprom, controllante di Mapi Group, o con Scm Holding, sponsor attuale dello Shakhtar Donesk, spesso accostato all’affare Manenti – Brescia Calcio, che sembrerebbero però preferire un inserimento soft partendo dalla serie cadetta. L’ultimatum di Manenti e’ fissato per il 20 gennaio, ancora pochi giorni dunque per capire a chi andrà in mano la Leonessa d’Italia.