Stasera a partire dalle 18 verrà assegnato il Pallone d’Oro edizione 2013 che vede in lizza calciatori del calibro di Cristiano Ronaldo, che tenta il bis dopo averlo vinto nel 2008 con la maglia del Manchester United, di Lionel Messi, alla caccia del quinto trionfo consecutivo, e di Frank Ribery, fresco di triplete e mai sul gradino più alto del podio. Secondo quanto riportato dall’agenzia Euromericas Sport Marketing nella sua relazione “Gold Ball”, il riconoscimento sarebbe diventato un premio politico del settore sportivo che custodisce gelosamente i suoi interessi e le norme in un processo di strategie e tattiche. Questo premio è importante in quanto ha un impatto su tutto il mondo dello sport grazie alla rilevanza che i giocatori moderni hanno assunto, vevendo accettati come persone con un certo grado di rispetto e credibilità che supera le figure di presidenti, capi di stato, re e ministri.

Il trofeo del Pallone d'Oro
Pallone d’Oro, stasera sapremo chi lo alzerà al cielo

Il miglior giocatore dell’anno

Sempre secondo lo studio di Euroamerica il premio ha di per sè poca credibilità ed ha un rigore metodologico assolutamente soggettivo; si tratta di un premio dato dalla FIFA, una delle più potenti organizzazioni nel mondo con più membri anche delle Nazioni Unite, al miglior “giocatore dell’anno”, non al “miglior giocatore” con più classe, stile, abilità e potenziale. Gerardo Molina, direttore del rapporto, ha specificato che il calcio di oggi è il risultato di due componenti, sportiva ed estetica, con entrambe che giocano un ruolo fondamentale nella valutazione di un giocatore e della squadra dove in cui gioca. Il calciatore è un prodotto sul mercato, pronto ad essere consumato, i club sono diventati marchi / aziende che seguono una logica di business.

Il business e la politica

Secondo Molina, quando una società sportiva raggiunge un accordo commerciale con una società, le aziende hanno l’appoggio dei governi dei loro paesi d’origine e degli organismi sportivi; firmare un contratto con una squadra di calcio, soprattutto con alcune delle squadre dei maggiori campionati europei, è diventata una “questione di Stato” e le quantità di denaro in gioco non cessano di stupire essendo sempre più alte.

Il giornalismo sportivo più influente ha predetto che il Pallone d’Oro sarà il portoghese Cristiano Ronaldo. In Spagna sembra essere una questione di stato, il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy ha dichiarato pubblicamente darebbe volentieri il Pallone d’Oro al portoghese, stessa strada intrapresa poi dal capitano Casillas. Ronaldo è riuscito così a convincere i principali leader politici, le imprese, la stampa, le radio, la televisione ed è anche riuscito a progettare una vasta campagna lanciata sui social network, arrivando a creare la propria rete digitale, finanziato da tre multinazionali, per ottenere un diretto contatto con il pubblico.

Un premio dal “sapore politico”

Il premio segue i parametri delle elezioni presidenziali, forseha un grado ancora più intenso, e, a volte, è di per sé una scelta politica dove ci sono reciproche accuse e misure controverse; la FIFA in modo sorprendente quest’anno ha riaperto il processo di voto ampliandolo e dando più tempo per la votazione. Chi ha fatto una migliore commercializzazione dei tre candidati? Non c’è dubbio Cristiano Ronaldo, in testa con il sostegno incessante del Real Madrid, a tratti apparso quasi molesto nei confronti dei votanti. Una strada percorsa anche in passato dagli eterni rivali del Barcellona, mentre il Bayern Monaco e i suoi giocatori, invece, non hanno espresso pareri sempre favorevoli nei confronti del loro rappresentante Ribery, anche se hanno sempre precisato che lo merita.

Cr7 con il trofeo del 2008
Cristiano Ronaldo, una vera macchina da soldi

I numeri economici di CR7 se dovesse vincere

L’agenzia specializzata Euromericas ha utilizzato un metodo che va a quantificare in cifre economiche il possibile successo di Ronaldo. Se dovesse vincere il premio il suo valore raggiungerebbe i 66.000.000 di euro, con il sistema che calcola la fama, la popolarità e la notorietà. Si basa su un modello che ha sei dimensioni (reddito, valore dei media, web, palmares, social network ed impatto); al suo stipendio si devono aggiungere 77 milioni di seguaci su Facebook, genera 189 milioni di riferimenti in Google26 milioni di seguaci su Twitter e in media cinque milioni di video di YouTube. Lo studio lo colloca anche al quinto post nella top 100 mondiale delle stelle del mondo della musica, del cinema, della televisione e della moda. “Quando si confrontano il portoghese Cristiano Ronaldo e l’argentino Lionel Messi dobbiamo fare i conti con delle imprese reali, possiamo fare riferimento a loro come a colossi multinazionali che hanno il nome di Coca-Cola, Nike, Adidas, Sony, Apple o Google” ha dichiarato il Professore emerito e specialista di Markerting, Gerardo Molina.