di John Stock*

La Juventus perde la sfida nel gelo con il Galatasary ed è fuori dalla Champions League. Una sconfitta sportiva che potrebbe avere importanti ripercussioni sul bilancio 2013/2014 della società bianconera, che ora, come spiegato dagli stessi vertici del club agli analisti di Banca Imi, potrebbe essere chiamata a fare cassa, cedendo uno dei suoi gioielli nel mercato di gennaio, per compensare così i mancati introiti che avrebbe avuto accedendo agli ottavi di finale della massima competizione europea. 

gala juve

Il gol dell’ex interista Wesley Sneijder, arrivato all’85° minuto sotto la neve di Istanbul, non ha solo dato la vittoria per 1-0 e la qualificazione alla squadra di Roberto Mancini, che ha così scavalcato la Vecchia signora al secondo posto del Gruppo B, piazzandosi alle spalle del Real Madrid di Carlo Ancelotti, ma ha anche fatto venire meno la possibilità per la società presieduta da Andrea Agnelli di beneficiare, come nella scorsa stagione, degli importanti introiti che l’Uefa gira ai club che parteciperanno alla fase ed eliminazione diretta della Champions.

In base ai risultati sportivi della scorsa stagione, che aveva visto la Juve uscire ai quarti di finale contro il Bayern Monaco, la società bianconera aveva ricevuto dall’Uefa introiti per complessivi 65,31 milioni, superiori dunque anche ai 55 milioni incassati dai bavaresi laureatosi Campioni d’Europa. Quest’anno, a causa dell’eliminazione ad opera del Galatasaray, il club bianconero dovrà accontentarsi di 11,1 milioni (8,6 milioni per la partecipazione alla fase a gironi, 1 milione per l’unica vittoria sul campo e 1,5 milioni per i tre pareggi).

A questi si aggiungerà la quota del cosiddetto market pool, ovvero la fetta della torta dei diritti tv (pari a complessivi 409 milioni) che l’Uefa girerà ai club di ciascuna federazione nazionale (circa 81 milioni per le italiane) e che questi si spartiranno sulla base di due parametri: la prima metà sarà suddivisa in base al piazzamento nel campionato nazionale precedente (55% ai bianconeri in quanto Campioni d’Italia uscenti), l’altra metà  in proporzione al numero di partite giocate dal club nella Champions League della stagione in corso (6 per la Juve eliminata) rispetto al totale delle partite giocate da tutte le squadre della federazione di appartenenza.

Assumendo che anche Milan e Napoli non dovessero riuscire a passare il turno e il numero delle gare totali disputate dalle squadre italiane in Champions fosse dunque pari a 18, la Juve riceverebbe circa 35 milioni dal market pool, cui vanno aggiunti gli 11,1 milioni di performance bonus. Complessivamente, dunque, l’avventura dei bianconeri in Champions si è chiusa con ricavi per 46,1 milioni, inferiori di circa 20 milioni alla scorsa stagione.

Si tratta di un duro colpo alle finanze della Juve che, nella stagione in corso, anche alla luce del rafforzamento operato nel mercato estivo e al recente rinnovo del contratto di Arturo Vidal, ha visto crescere in modo importante il costo del personale tesserato. Non per nulla, come evidenziato da Calcioefinanza.it lo scorso 30 ottobre, il management della Juventus, in un colloquio con gli analisti di Banca Imi, aveva sottolineato che se la squadra non avesse raggiunto gli obiettivi sportivi che la dirigenza si era prefissata, (tra cui l’approvo agli ottavi di finale di Champions League), avrebbe potuto prendere in considerazione la possibilità di cedere, già nella sessione di mercato di gennaio, uno dei pezzi pregiati della rosa, per compensare così, con una importante plusvalenza, i mancati introiti legati alla partecipazione alla seconda fase della massima competizione europea per club.

Che questa eventualità, vista come fumo negli occhi dai tifosi della Juve, rappresenta un’ipotesi realmente sul tavolo, emerge chiaramente dalla lettura del report di Banca Imi. Già nel paragrafo dedicato all’outlook per la stagione in corso, infatti, l’analista Alberto Francese sottolinea che “il management ha dichiarato che, se i risultati sportivi non fossero raggiunti, potrebbero essere realizzate importanti cessioni, ma conservando comunque la competitività” della squadra. Ma anche nelle pagine seguenti, nel paragrafo relativo alla revisione delle stime sui risultati per i prossimi esercizi, il concetto, attribuito direttamente al management del club, viene ribadito.

“In caso di problemi nel risultato sportivo (ad esempio un’eliminazione anticipata dalla Champions League)”, si legge nel report, “il management ha affermato che una cessione di giocatori potrebbe essere presa in considerazione, alla finalità di ottenere importanti flussi di cassa e plusvalenza”.

*Dietro lo pseudonimo John Stock si cela un analista finanziario indipendente che collabora con Calcioefinanza.it

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