James Pallotta
James Pallotta

Sale di temperatura la dialettica interna all’azionariato della Roma, con il presidente americano James Pallotta che spara ad alzo zero nei confronti di Unicredit, la banca che detiene il 31% di Neep, il veicolo partecipato con il 69% dallo stesso Pallotta e che a sua volta controlla il club giallorosso. L’oggetto dello sfogo di Pallotta sono le recenti notizie di stampa di colloqui tra la banca e potenziali investitori cinesi, che sarebbero disposti ad investire nella società giallorossa per affiancare inizialmente Unicredit e lo stesso Pallotta in Neep, rilevando una quota in mano alla banca, per poi salire ulteriormente in un successivo aumento di capitale (leggi l’articolo di C&F sulle trattative).

Notizie prima emerse sulla stampa, poi non smentite da Unicredit che in un comunicato ufficiale si è limitata a dire di non aver preso decisioni. Ma ha altresì ricordato che la quota non è strategica e per tanto è disponibile a discuterne la vendita, cosa per altro chiara fin da tempo. Nei giorni scorsi, Pallotta aveva reagito ufficialmente mettendosi “in attesa” di avere nuove dalla banca. Ma oggi ha reagito ben diversamente, alzando i toni e lo scontro: “Contrariamente a quanto riportato negli ultimi giorni”, si legge nella sua nota diffusa attraverso il sito internazionale della Roma, “non ci sono state negoziazioni tra noi e ogni potenziale investitore cinese”. Poi l’attacco diretto alla banca: “Siamo continuamente costernati per la sciocca e imbarazzante promozione di false notizie da parte di UniCredit che circolano nei media. È vergognoso, e reca danni alla nostra società e ai tifosi. Chiunque sia coinvolto in questo tipo di attività deve ritenersi responsabile per qualsiasi danno provocato al club dentro e fuori dal campo, e dovrebbe scusarsi con i nostri tifosi. Forza Roma!”.

Il comunicato sul sito della Roma, in inglese

Come ricostruito nei giorni scorsi, il conglomerato industriale e finanziario Hna Group punterebbe a rilevare il 20% di Neep e avrebbe messo sul tavolo anche una cifra, che valorizza l’intero club capitolino 155 milioni. Al di là delle tecnicalità legate ai diritti di veto che esistono in Neep riservati a Unicredit e alla cordata di Pallotta, era anche emerso che nel fine settimana sarebbe toccato proprio all’imprenditore americano trattare con la controparte asiatica per cercare la quadratura del cerchio e avviare la coabitazione in Neep. L’uscita domenicale, però, lascia intendere che tale contatto non c’è stato, o se anche ci fosse stato non si può certo dire sia andato in direzione di una proficua collaborazione. Oltre a ciò, non sfugge come l’accusa diretta di Pallotta (la “promozione di false notizie”) sia particolarmente sensibile per una società quotata in Borsa (la Roma) suscettibile di variazioni ai corsi azionari all’emergere di indiscrezioni su possibili movimenti nella compagine sociale.

La replica.  Non è un caso che nel tardo pomeriggio di domenica arrivi la replica della banca, che parla all’Ansa attraverso il proprio portavoce, e che si citi una esplicita richiesta della Consob, l’Autorità che vigila sui mercati finanziari. “Con riferimento alle dichiarazioni rilasciate questo pomeriggio dal presidente della A.S. Roma, James Pallotta, su richiesta della Consob, UniCredit – è la dichiarazione del portavoce dell’istituto di credito – conferma che sono attualmente in corso discussioni con un investitore interessato a rilevare una quota della partecipazione detenuta dall’Istituto nella società che controlla la A.S. Roma”. ”UniCredit non intende commentare quanto affermato dal sig. Pallotta e si limita a sottolineare che, successivamente al comunicato diffuso la mattina di giovedì 21 novembre in conformità con le normative in materia di società quotate, nessuna ulteriore dichiarazione in merito è stata rilasciata da UniCredit”.

Pallotta statement