Real-MadridLa Liga de Fútbol Profesional (LFP) si schiera dalla parte del presidente del Real Madrid, Florentino Perez, nella querelle che lo vede opposto a Carlos Mendoza, socio del club merengue e presidente dell’Associazione per i valori del madridismo. Quest’ultimo, in un’intervista rilasciata lo scorso 8 ottobre al quotidiano sportivo AS, aveva criticato la gestione di Perez, non solo dal punto di vista sportivo ma sotto il profilo finanziario, sottolineando che l’indebitamento netto del Real Madrid, ufficialmente pari 90 milioni di euro, sarebbe in realtà di 541 milioni.

Sul punto la LFP ha dato ragione a Florentino Perez ricordando che, anche se il totale dei debiti lordi del Real Madrid, sulla base dei conti al 30 giugno 2013, ammonti effettivamente a 541 milioni, in realtà l’ammontare del debito finanziario, tenendo conto delle disponibilità liquide in cassa, è pari ai 90 milioni indicati dai vertici del club nel bilancio, in costante calo dunque rispetto ai 124 milioni registrati il 30 giugno 2012 e ai 170 milioni del 30 giugno 2011 e pienamente sostenibile, considerato che la società può contare su un fatturato superiore ai 500 milioni e un Ebitda (la differenza tra ricavi e costi operativi) prima dei proventi del calcio-mercato (che non sono ricorrenti) di 150 milioni.

Mendoza fa invece riferimento al totale dei debiti iscritti a bilancio: non solo a quelli verso gli istituti di credito (115,5 milioni), ma anche a quelli nei confronti di altri club per il pagamento differito dei calciatori acquistati (80,37 milioni), i debiti nei confronti di fornitori per i servizi acquistati (88,11 milioni) e quelli a breve termini verso i dipendenti  (82,20 milioni), quelli per i lavori sullo stadio e la nuova Ciudad Real Madrid (46,3 milioni).

Nella sua analisi, tuttavia, il presidente dell’Associazione per i valori del madridismo non tiene in debito conto il fatto che a fronte di debiti finanziari e commerciali, il Real Madrid può contare non solo sull’elevatissima redditività della gestione ordinaria, ma anche su un attivo in grado di coprire ampiamente l’esposizione con banche, fornitori e altri soggetti.

Senza contare i 267,13 milioni che rappresentano il valore dei cartellini dei giocatori della rosa, nell’attivo del Madrid figurano 327 milioni di immobilizzazioni materiali e investimenti immobiliari (prevalentemente lo Stadio Bernabeu e il centro d’allenamento della Ciudad Real Madrid), crediti nei confronti di altri club per 32,65 milioni, crediti commerciali per 52,65 milioni ma soprattutto liquidità e titoli equivalenti per 155 milioni.

Di fronte a questi numeri non stupisce dunque che La Liga de Fútbol Profesional, nonostante la polemica innescata da Mendoza, forse eccessivamente amplificata dalla stampa sportiva, abbia invece sottolineato che i conti del Real Madrid dimostrano “l’eccellenza finanziaria del club” e che il debito della casa blanca è assolutamente sostenibile, tanto da aver pienamente soddisfatto, così come accaduto per il Barcellona, i requisiti previsti dalla LFP per poter partecipare alle competizioni nazionali.

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