united wall streetSarà forse per l’avvio stentato in Premier League, che potrebbe rendere più ardua la qualificazione alla prossima edizione della Champions League, ma da qualche giorno sono tornate a circolare con insistenza le voci secondo cui il Manchester United, che dall’agosto del 2012 è quotato al New York Stock Exchange, possa fare presto ricorso ad una nuova emissione azionaria per reperire le risorse necessarie a ridurre ulteriormente il proprio debito che al 30 giugno 2013 era pari a 294 milioni di sterline (circa 350 milioni di euro).

A rilanciare l’ipotesi di un prossimo collocamento azionario da parte dello United è stato nei giorni scorsi il Daily Mail nella sua edizione online. Ma già da qualche settimana la voce rimbalzava nei corridoi delle banche d’affari della City.

Il 18 settembre scorso, infatti, il club di proprietà dell’uomo d’affari americano Malcolm Glazer e della sua famiglia, ha depositato presso la Securities and Exchange Commission (Sec), l’autorità di vigilanza sulla borsa Usa, una prospetto informativo per tenersi aperta la possibilità di ricorrere nei prossimi mesi ad un’emissione azionaria fino ad un massimo di 400 milioni di dollari di valore nominale.

Il deposito presso la Sec di questo documento, che nella legislazione sui mercati Usa prende il nome di Shelf registration, non implica che la società sia poi obbligata a dare corso all’emissione di nuovi titoli, ma le consente tuttavia di farvi ricorso quando ne abbia la necessità. In altre parole, con la presentazione del documento, il management dello United si è tenuta aperta la possibilità di chiedere risorse al mercato nel momento in cui ne avrà bisogno.

Ufficialmente lo United ha negato di avere allo studio nel breve termine un nuovo collocamento di titoli. In occasione della presentazione dei risultati al 30 giugno 2013 – che hanno evidenziato ricavi in crescita a 363 milioni di sterline (431 milioni di euro) e un risultato netto di 146 milioni di sterline (173 milioni di euro) grazie ai benefici fiscali connessi alla riorganizzazione del gruppo e alla sua quotazione – il vicepresidente esecutivo dei Red Devils, Ed Woodward, ha fatto sapere che il club non ha per ora in programma alcuna nuova emissione azionaria, dopo quella effettuata lo scorso anno al momento del collocamento, che ha permesso di raccogliere circa 233 milioni di dollari (i Glazer puntavano almeno a 333 milioni).

I 70 milioni di sterline di interessi pagati la scorsa stagione a fronte del debito, rappresentano comunque un fardello importante anche per un club che vanta un fatturato di 363 milioni di sterline. Secondo fonti anonime interne al club, citate dal Daily Mail, destinare decine di milioni al servizio del debito renderebbe meno competitivo lo United nel confronto con gli altri top club inglesi ed europei, che continuano a spendere cifre importanti nel calciomercato.

I tifosi dei Red Devils, che rischiavano di perdere Wayne Rooney, corteggiato per tutta l’estate dal Chelsea di Josè Mourinho, non sono rimasti soddisfatti dall’ultimo mercato estivo, che ha portato all’Old Trafford solo Marouane Fellaini per 34 milioni di euro e per giunta a pochi minuti dalla chiusura della sessione.

I supporter dello United si aspettavano qualche altro nome di spessore internazionale. Nel corso dell’estate si è parlato molto di Thiago Alcantara, finito al Bayern Monaco, di Fabregas, rimasto a Barcellona, di Herrera e Coentrão, che alla fine non si sono mossi dalle rispettive squadre, Athletic Bilbao e Real Madrid.

E nel prossimo mercato si potrebbe assistere al medesimo copione, nel caso in cui la squadra orfana di sir Alex Ferguson e guidata da questa stagione da David Moyes, non riuscisse a centrare la qualificazione alla prossima Champions. Gli analisti stimano che alle casse del club, che attualmente è solo nono in Premier League dopo 7 giornate, verrebbero a mancare circa 50 milioni di sterline.

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