Oggi si riunirà l’assemblea della Lega di Serie A che ha all’ordine del giorno un solo punto: l’indice di liquidità. Lo scorso 26 aprile il Consiglio Federale ha approvato l’impianto di norme relative alle Licenze Nazionali presentato dal presidente della FIGC Gabriele Gravina, valide per l’iscrizione ai prossimi campionati e che prevede appunto il rispetto di questo parametro, ovvero una soglia dello 0,5 per cento (con correttivi) fra attività e passività correnti.
All’interno delle NOIF (le Norme Organizzative Interne Federali), viene spiegato che «l’indicatore di liquidità (AC/PC), utilizzato per determinare l’eventuale carenza finanziaria, è calcolato attraverso il rapporto AC/PC tra le Attività Correnti (AC) e le Passività Correnti (PC)».
«La Lega di A ha votato contro e chiedeva lo 0,4 con alcuni correttivi che non abbiamo ritenuto accettabili» aveva detto al termine del Consiglio Federale il numero uno della FIGC, Gravina.
Come sottolinea la Gazzetta dello Sport, la posizione delle società è chiara, ritengono troppo severo l’indice definito dalla Federcalcio. Ma Gravina e la sua maggioranza (in consiglio federale le nuove norme avevano visto 18 voti favorevoli e 3 contrari, proprio quelli dei rappresentanti di serie A) sono irremovibili e sottolineano che un eventuale ammorbidimento della soglia renderebbe il provvedimento quasi del tutto inutile.
Tra le possibili azioni che potrebbero essere intraprese dalla Lega Serie A c’è anche l’ipotesi di firmare una protesta clamorosa. Mentre sembra accidentato il percorso di un’eventuale impugnazione della delibera.