Ieri mattina Stephen Pagliuca, nuovo socio dei Percassi e co-presidente di Bain Capital, uno dei più importanti fondi di investimento del mondo, non ha potuto seguire la prima partita da co-proprietario dell’Atalanta. La Dea è uscita sconfitta dall’ostica trasferta di Firenze con il risultato di 1-0.
Come spiegato dalla Gazzetta dello Sport, Pagliuca era impegnato a Cleveland, per l’All Star Game Nba, ma non vede l’ora di sbarcare a Bergamo per conoscere da vicino la storia del club atalantino. L’accordo è chiaro: la gestione sportiva sarà in mano ai Percassi, che restano presidente e amministratore delegato dei nerazzurri. Una trattativa lunga, durata più di tre mesi dopo la due diligence del club, la cui valutazione complessiva è stata stimata in circa 440 milioni, l’accelerazione finale per la definizione dell’affare.
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Pagliuca ha coinvolto nella cordata due soci investitori, anche loro statunitensi, e insieme hanno acquistato una quota complessiva del 55% nel capitale sociale della “Dea Srl”, sub-holding della famiglia Percassi che detiene circa l’86% del capitale sociale dell’Atalanta. Il restante 14% resta ai soci minori, per lo più bergamaschi, già coinvolti nella proprietà del club: dunque Pagliuca e i suoi soci hanno oggi il 47,3%, mentre ai Percassi è rimasto il 38,7%.
Il nuovo chairman dell’Atalanta dovrebbe sbarcare a breve in Italia, eventualmente in compagnia di due soci che dovrebbero essere compagni di cordata nell’organigramma societario dei Boston Celtics, franchigia di Nba di cui Pagliuca è managing partner e co-proprietario. I due nomi – come spiegato dalla Gazzetta dello Sport – potrebbero essere Wyc Grousbeck, governor & chief executive officer dei Celtics, e Robert Epstein, alternate governor. L’obiettivo, come spiegato da Antonio Percassi, è quello di «far crescere l’Atalanta, scegliendo di rimanere legati al club».
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