Anche il mondo del calcio è in attesa di capire cosa ne sarà di Brexit, il processo che dovrebbe portare il Regno Unito a lasciare l’Unione europea. Interessante, in questo senso, è la posizione di quei calciatori che hanno patteggiato in passato una pena per frode fiscale, come ad esempio Cristiano Ronaldo, Marcelo, Lionel Messi o Diego Costa (in attesa di giudizio).
L’uscita del Regno Unito dall’Ue potrebbe avere risvolti negativi per questi giocatori, ai quali potrebbe essere preclusa la partecipazione a gare delle competizioni europee (dalla Champions League agli Europei) con le rispettive squadre o nazionali su suolo britannico.
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A spiegare il perché di questa problematica è l’avvocato esperto di immigrazione Andrew Osbourne di Lewis Silkin. In un’intervista rilasciata a “The Athletic”, Osbourne ha esposto la situazione. Attualmente, «esiste un punto specifico riguardo le partite europee. Un cittadino dell’Ue con condanna penale può recarsi nel Regno Unito, purché non sia considerato una minaccia per la sicurezza nazionale».
Invece, «se non si tratta di un cittadino dell’Ue e gli è stata imposta una condanna, anche se sospesa, alla persona in questione è proibito entrare nel Regno Unito». «C’è un certo numero di giocatori molto famosi con condanne e condanne sospese per evasione fiscale. Finora, non hanno dovuto preoccuparsi del problema, dal momento che hanno il passaporto europeo», ha spiegato Osbourne.
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Questo è il caso, ad esempio, di Messi (condannato a 21 mesi); Marcelo (quattro mesi); Modric (otto mesi); Diego Costa (che si è appena dichiarato colpevole di frode fiscale) o Cristiano Ronaldo (23 mesi). «Dopo la Brexit, questi calciatori potrebbero non essere in grado di entrare nel paese», afferma Osbourne, «perché potrebbero essere trattati come cittadini di paesi terzi. Questo potrebbe portare diversi problemi alle squadre che partecipano alla UEFA Champions League».
Tuttavia, come sottolineato dal Sun, nel caso in cui dovesse realmente figurarsi un simile scenario per Ronaldo e gli altri giocatori, è ragionevole pensare che si cerchi una soluzione per ovviare al problema, e che il Ministero degli Interni britannico faccia quindi un’eccezione per i campioni fornendo un permesso provvisorio.