La modifica della legge Melandri sulla ripartizione dei diritti tv per la Serie A ha avuto effetto diretto sui conti della Juventus. Entrata in vigore dalla stagione 2018/19 dopo essere stata approvata nel dicembre 2017 con la Legge di bilancio, la modifica ha infatti fatto calare le entrate per i bianconeri, nonostante l’aumento del valore complessivo dei diritti tv della Serie A.
La modifica della legge Melandri firmata dall’ormai ex ministro dello sport Luca Lotti ha infatti cambiato il volto della suddivisione dei ricavi: la fetta da dividere in parti uguali è salita al 50%, è diminuito il peso dei tifosi (dal 30% al 20%, con la scomparsa dell’indagine sul tifo e la popolazione, sostituite dal numero di biglietti venduti e dagli ascolti tv) mentre tra i risultati sportivi cresce il peso dell’ultimo campionato (dal 5% al 15%) e calano le voci relativi alla storia (dal 10% al 5%) e all’ultimo quinquennio (dal 15% al 10%).
Così, nonostante il piazzamento in campionato sia stato lo stesso della stagione precedente con la Juventus che ha conquistato il titolo, sono scesi i ricavi dalla Serie A, come emerge dal bilancio che sarà approvato dall’assemblea dei soci il prossimo 24 ottobre, passando da 110 a 100 milioni di euro.
“I proventi da competizioni nazionali, pari a € 100.170 migliaia, includono i diritti televisivi per le competizioni nazionali la cui gestione è centralizzata da Lega Nazionale Professionisti Serie A. Nonostante l’incremento del valore complessivo registrato a seguito dell’assegnazione dei diritti televisivi del triennio 2018/2019 – 2020/2021, si decrementano di € 10.206 migliaia per effetto dell’introduzione del diverso meccanismo di ripartizione introdotto dalla Legge n. 205 del 27 dicembre 2017 (“Legge di bilancio 2018”)”, spiega la società nel bilancio.