Essilux pronta a entrare in Armani con una quota del 5-10% del gruppo

Acquistare il 10% di Armani richiederebbe alcune centinaia di milioni di euro: un impegno del tutto sostenibile per attori come EssilorLuxottica.

Essilux quota Armani
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Secondo quanto riportato dalla stampa italiana, EssilorLuxottica starebbe valutando l’acquisto di una quota di minoranza – tra il 5% e il 10% – del gruppo Armani. L’interesse sarebbe però limitato a un investimento finanziario: Essilux non punta ad assumere il controllo né a ottenere poteri di governance. L’eventuale operazione si inserirebbe nel processo di riassetto azionario avviato dopo la scomparsa di Giorgio Armani e regolato dalle sue disposizioni testamentarie. 

Secondo gli analisti di Equita, «le indiscrezioni appaiono plausibili e indicano una strategia chiara da parte di EssilorLuxottica: investire capitale per consolidare la storica partnership con Armani e accompagnare il gruppo in una fase delicata, ma senza modificarne l’indipendenza. Un modo per sostenere la transizione societaria continuando allo stesso tempo a concentrarsi sul core business tecnologico, tra medtech e smart eyewear». 

Alla luce di questi elementi, gli scenari futuri per Armani sembrano ridursi a due opzioni principali. La prima è l’ingresso di investitori “ancora”, solidi ma privi di ambizioni di controllo, come EssilorLuxottica o L’Oréal, quest’ultima già apertamente disponibile, tramite le dichiarazioni del proprio CEO, a valutare una quota di minoranza. Questa strada porterebbe naturalmente verso una possibile IPO negli anni a venire. 

La seconda opzione è invece l’arrivo di un grande gruppo industriale come LVMH, che potrebbe puntare nel medio periodo ad acquisire il controllo della maison. Per il colosso francese l’operazione avrebbe senso strategico secondo gli analisti: Armani è un marchio fortemente legato alla moda e agli accessori, ambito centrale per LVMH, e un’eventuale acquisizione offrirebbe — nel lungo periodo — anche la possibilità di internalizzare le licenze occhiali e beauty. Tuttavia, queste opportunità non sarebbero immediate: la licenza eyewear con EssilorLuxottica scade nel 2037, mentre quella beauty con L’Oréal arriva addirittura al 2050. 

Sul fronte della valutazione, «in passato si è ipotizzato per Armani un valore compreso tra 5 e 7 miliardi di euro, applicando un multiplo di 2-3 volte i ricavi. Nel 2024 il gruppo ha registrato un fatturato di 2,3 miliardi (circa 4,5 miliardi includendo l’indotto derivante dalle licenze), in calo del 5% a cambi costanti. Circa metà dei ricavi proviene dal retail diretto, il 40% dal wholesale e il 10% dalle royalties. I margini hanno subito un forte calo nel 2024, complice il deleverage operativo e gli investimenti in un contesto di mercato già debole. Anche nel 2023 la marginalità risultava sotto la media del settore, per via della forte esposizione all’abbigliamento e al canale wholesale», hanno sottolineato gli analisti. 

In quest’ottica, acquistare il 10% di Armani richiederebbe alcune centinaia di milioni di euro: un impegno del tutto sostenibile per attori come EssilorLuxottica, L’Oréal e — a maggior ragione — LVMH, che potrebbe eventualmente assorbire senza difficoltà anche un futuro passaggio alla maggioranza.