L’incasso di Norvegia-Israele sarà devoluto a Medici Senza Frontiere

«Dobbiamo affrontare Israele sul campo, ma non possiamo ignorare le sofferenze umanitarie in Medio Oriente», ha commentato la presidente della NFF, Lise Klaveness.

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(Photo by Christian Bruna/Getty Images)

La Federcalcio norvegese (NFF) ha annunciato che l’intero incasso della partita di qualificazione ai Mondiali 2026 tra Norvegia e Israele, in programma l’11 ottobre all’Ullevaal Stadion di Oslo, sarà devoluto a Medici Senza Frontiere. I fondi raccolti saranno destinati agli interventi di emergenza dell’organizzazione umanitaria a Gaza e nelle aree circostanti colpite dal conflitto.

La presidente della NFF, Lise Klaveness, ha spiegato la decisione sottolineando la coerenza con i valori dell’organizzazione: «Viviamo un momento storico in cui non possiamo restare indifferenti. Come membri di FIFA e UEFA dobbiamo affrontare Israele sul campo, ma non possiamo ignorare le sofferenze umanitarie in Medio Oriente. Per questo motivo abbiamo deciso di devolvere l’incasso a Medici Senza Frontiere, che ogni giorno salva vite a Gaza».

Dopo l’annuncio della NFF, uno dei maggiori gruppi di investimento norvegesi ha deciso di sostenere l’iniziativa donando 3 milioni di corone norvegesi (circa 260 mila euro), una cifra aggiuntiva rispetto ai proventi del match. L’azienda ha scelto di rimanere anonima, ma l’iniziativa è stata confermata sia dalla Federcalcio sia da Medici Senza Frontiere. L’obiettivo è incoraggiare altre realtà del mondo economico a contribuire.

«È un’iniziativa straordinaria – ha commentato Klaveness – e speriamo che anche altri attori del business possano unirsi al nostro sostegno per Medici Senza Frontiere».

La segretaria generale di MSF Norvegia, Lindis Hurum, ha ringraziato la Federcalcio per l’iniziativa: «Il calcio unisce le persone anche nei contesti più difficili. L’impegno internazionale della NFF per chi vive povertà, conflitti e discriminazioni riflette la nostra missione: salvare vite e alleviare la sofferenza senza distinzione di religione, origine, genere o colore della pelle».

Hurum ha ricordato anche la drammatica situazione in altre aree del mondo: «Oggi la più grave crisi umanitaria si trova in Sudan, dove metà della popolazione dipende dagli aiuti. L’aiuto della NFF ci permette di continuare a essere presenti ovunque la sofferenza sia più grande».

Non si tratta della prima iniziativa della Federcalcio norvegese in Medio Oriente: da oltre dieci anni la NFF porta avanti progetti in Palestina, con programmi di formazione per allenatrici e attività calcistiche nelle scuole e nei campi profughi. Nel marzo scorso, inoltre, il Consiglio federale aveva già destinato 500 mila corone provenienti dal fondo multe a un progetto calcistico per bambini a Gaza, in collaborazione con la Federcalcio palestinese.