Calcio minore, ma in cui non manca la violenza sugli spalti. E ormai, come spiega il Corriere della Sera, non si tratta più di casi isolati, ma di una vera e propria tendenza. L’ultimo caso è avvenuto domenica scorsa a Parabiago, dove gli scontri allo stadio comunale hanno portato a quattro feriti di cui un 32enne in prognosi riservata con la frattura dell’osso frontale
Dalla Serie D fino alla terza categoria, il calcio si fa sempre più violento e ormai ogni weekend polizia e carabinieri sono impegnati in delicati «servizi di ordine pubblico» in stadi con magari 50/100 spettatori.
Un esempio di questa violenza è avvenuto a Parabiago, dove 25 ultras armati hanno aggredito i sostenitori di un’altra squadra di Terza categoria, Sant’Ilario di Nerviano. Tifosi del Parabiago anche se il club non era in campo nella partita. Un agguato dietro cui ci sarebbe un vecchio rancore legato a un giocatore che era passato dal Parabiago al Sant’Ilario anche se non sono da escludere motivi politici dietro a questi incidenti. E il Parabiago Calcio ha subito preso le distanze: «Condanneremo sempre con decisione chi decide di calpestare i valori dello sport rendendosi attore di simili atti e ringraziamo le forze dell’ordine prontamente intervenute augurandoci che dai filmati diffusi si possa risalire ai colpevoli».
Un fenomeno sempre più preoccupante, anche a causa dell’assenza di misure di sicurezza negli impianti sportivi utilizzati per il calcio amatoriale, che spesso sono datati e non dotati di telecamere di sorveglianza. Inoltre, mancano biglietti nominali e tessere del tifoso, rendendo difficile identificare i responsabili degli atti violenti. E in ballo ci sono anche le rivalità politiche e ideologiche che possono influenzare gli scontri tra le squadre.
Basti pensare a quanto accaduto un anno fa, quando ad Arese prima del match di Terza categoria tra Arese e la Gs Dal Pozzo di Ceriano Laghetto intervennero le forze dell’ordine sequestrando mazze, fumogeni, passamontagna e tirapugni. Ad Arese ci sono sostenitori legati a Casapound e alla Rete dei patrioti, mentre i tifosi della squadra Dal Pozzo, sostenitori del “calcio popolare”, sono associati all’area antagonista e anarchica. Episodi di violenza che hanno caratterizzato anche una sfida tra la Dal Pozzo e il Molinetto a Cesano Maderno, con un video che mostra due gruppi di circa cinquanta persone impegnati in scontri violenti con bastoni, senza ritirarsi.
C’è anche la preoccupazione che membri delle tifoserie organizzate di squadre di Serie A possano essere coinvolti in questi micro-movimenti ultras nel calcio amatoriale. Motivato anche dalla presenza di ultrà daspati in Serie A nascosti tra i tifosi nelle tribune amatoriali, sottolineano gli inquirenti.
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