Bologna, Tacopina e Saputo vicini all'accordo

Bologna, Tacopina e Saputo vicini all’accordo. Sembrano essere in miglioramento i rapporti tra Joey Saputo e di Joe Tacopina, complice anche la mediazione del giudice Jeffrey Oing, che si è…

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Bologna, Tacopina e Saputo vicini all’accordo. Sembrano essere in miglioramento i rapporti tra Joey Saputo e di Joe Tacopina, complice anche la mediazione del giudice Jeffrey Oing, che si è rivolto senza mezzi termini ai due uomini nella giornata di giovedì 10 settembre: come riporta “Il Corriere di Bologna” l’invito è stato chiaro e non ha grandi possibilità di replica. “Siete uomini di mondo, siete tutti e due scafati, e allora lavorate per la conciliazione e mettetevi d’accordo”  questo il messaggio lanciato.

I due nella giornata di mercoledì 16 settembre i due si sono ritrovati di nuovo a New York per provare a dare seguito alle parole di incitamento del giudice. Non è ancora detto che alla fine si trovi l’accordo, ma di sicuro si sta andando verso la soluzione della conciliazione e già mercoledì sono stati fatti alcuni passi avanti in questo senso.

Per capire gli esiti molto dipenderà però dalle pretese economiche di Tacopina: se il presidente rossoblù abbasserà il tiro è sicuro che Saputo lo liquiderà per mettere prima possibile la parola fine a questa brutta storia, in caso contrario il chairman andrà fino in fondo, non avendo alcuna intenzione di farsi prendere per la gola da Tacopina. L’umore del presidente rossoblù in questi giorni non è certamente dei migliori e non nasconde nemmeno troppo la sua delusione per una situazione che si è fatta pesante, come se Tacopina avesse messi in atto un tradimento inaspettato nei suoi confronti. A Joey, infatti, non piace per nulla il mondo in cui Joe continua a muoversi.

La sensazione che Saputo avverte è chiara: è come se in ogni istante della sua permanenza sotto le Due Torri Tacopina giocasse la sua partita per portare Bologna dalla sua parte. Il tentativo è quello di fare passare il messaggio che la responsabilità della situazione attuale faccia capo a Saputo, che, nonostante tutto, continua a tacere, sicuro com’è che il tempo possa giocare a suo favore e che proprio con il tempo Bologna capirà come stanno veramente le cose.

Tacopina ha comunque provato parzialmente ad alleggerire la sua posizione: davanti al giudice, infatti, il suo legale, John Goldmand, ha chiesto a Oing di fare da mediatore tra le parti, proprio per facilitare l’accordo, sapendo bene come da tempo Tacopina e Saputo sono ai ferri corti.

Goldman ha inoltre auspicato che nel prossimo incontro in Tribunale possano essere presenti sia Tacopina sia Saputo con la consapevolezza che vederli entrambi davanti al giudice possa fare un’impressione diversa. Qual è stata la risposta di Sheila Sadighi, legale di Saputo? Ha accettato la proposta di Goldman, ma al tempo stesso ha chiesto che questo incontro venga fatto entro tempi brevi, possibilmente nel giro di un paio di settimane, perché (come abbiamo detto) il numero uno del Bologna prima riuscirà a liberarsi di Tacopina più sarà felice.

A questo punto l’esito della questione dipenderà molto anche da un accordo economico: il nodo da sciogliere, infatti, riguarda i numeri della liquidazione. Tacopina pretende che gli venga riconosciuta anche la crescita del valore della squadra passata dalla B alla A, mentre Saputo è disposto a riconoscergli una cifra in relazione a quanto Tacopina ha prodotto e al tempo che ha perso per il Bologna in questi mesi.

La differenza è ancora evidente: Tacopina vuole 5 milioni, mentre Saputo non va oltre i 2/3. Non è comunque finita qui: Tacopina dice che Saputo a Bologna lo ha portato lui? Ha ragione, è così,ma non per questo l’avvocato americano ora può chiedergli la luna come se lo avesse coinvolto nell’affare della vita. Questo sembra essere un altro pensiero presente nella testa del chairman, alla luce del fatto che doveva entrare tirando fuori 12,5 milioni per il 25% delle azioni e invece di milioni ne ha tirati fuori 40 , con il rischio di doverne spenderne un’altra quarantina nei prossimi tre anni.