A distanza di mesi dalla Coppa del Mondo 2026, ritorna centrale il tema relativo alla squalifica sospesa all’attaccante degli Stati Uniti Florian Balogun. Dopo il Consiglio tenutosi ieri, la FIFA ha deciso di modificare il proprio regolamento disciplinare dopo le polemiche sulla decisione di sospendere la squalifica automatica dell’attaccante statunitense per il Mondiale. A riportarlo è l’agenzia di stampa Reuters, citando le dichiarazioni della Federcalcio belga (RBFA), che aveva chiesto chiarimenti alla FIFA sulla gestione del caso.
La vicenda riguarda la sospensione della squalifica a favore dell’attaccante statunitense Florian Balogun da parte della FIFA, arrivata dopo l’espulsione diretta rimediata contro la Bosnia ai sedicesimi di finale del Mondiale. La Federcalcio mondiale – nonostante il rosso diretto rimediato dal giocatore – ha deciso di sospendere la squalifica, rendendo Balogun disponibile per gli ottavi contro il Belgio. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva dichiarato di aver chiesto personalmente al presidente della FIFA Gianni Infantino di riesaminare la sanzione, sollevando dubbi sull’indipendenza del procedimento disciplinare.
La modifica dell’Articolo 27
Dopo la riunione del Consiglio FIFA di giovedì a Zurigo, la presidente della RBFA e membro del Consiglio FIFA, Pascale Van Damme, ha dichiarato che l’organismo modificherà l’articolo 27 del proprio Codice disciplinare. Tale articolo consente di sospendere l’applicazione di una sanzione disciplinare in circostanze eccezionali. «La conferma da parte della FIFA che l’articolo 27 sarà modificato, in seguito alla richiesta che avevamo già presentato a luglio, rappresenta un passo importante. La modifica proposta, insieme a una spiegazione delle circostanze specifiche del caso Balogun, sarà presentata a Doha», ha dichiarato Van Damme.
Secondo quanto comunicato dalla federazione belga, la modifica proposta sarà sottoposta ad approvazione durante la prossima riunione del Consiglio FIFA, che è in programma a Doha il 16 dicembre.
La RBFA aveva inoltre chiesto chiarimenti alla FIFA sulle circostanze che avevano portato alla decisione. Nel dettaglio, la Federazione ha accusato la FIFA di avere revocato la squalifica automatica di Balogun senza fornire una decisione motivata né spiegazioni. La FIFA non aveva spiegato i criteri di applicazione dell’articolo 27 né quelli che sarebbero stati utilizzati in casi analoghi.
La federazione belga aveva inoltre chiesto alla FIFA di garantire che non ci fossero state interferenze esterne nel procedimento disciplinare e aveva chiesto una spiegazione sulle circostanze eccezionali che avessero giustificato il ricorso all’articolo 27. La Federazione belga chiede anche di assicurare alle altre federazioni il diritto di essere ascoltate nei futuri procedimenti disciplinari.
In risposta alla federazione belga, la FIFA ha ribadito che tutte le decisioni vengono prese in modo indipendente dai propri organi giudiziari. Inoltre ha confermato che i lavori per modificare l’articolo 27 erano già in corso.
La federazione belga aveva chiesto che il caso Balogun fosse inserito nell’ordine del giorno della riunione del Consiglio di ieri giovedì 15 ottobre, con l’obiettivo di ottenere maggiore trasparenza sulle modalità attraverso le quali vengono prese le decisioni.