Giovanni Malagò torna a parlare del caso legato al proprio tesseramento alla FIGC e lo fa con parole nette, sottolineando come la vicenda abbia assunto, a suo giudizio, contorni difficili da comprendere. «Caso tesseramento? Ha dell’incredibile, non è un cavillo ma è semplicemente una dinamica interpretativa e il caso strano è che valga solo ad personam», ha spiegato il presidente della FIGC a margine del suo intervento agli “Stati generali degli eventi”.
Malagò ha ribadito ancora una volta di affrontare la questione con serenità, pur lasciando trasparire sorpresa per il protrarsi della vicenda. «Onestamente me ne potevo aspettare una, due o tre vicende ma che poi a un certo punto ci si fermasse. Per certi versi c’è una affettuosa ossessione, ma fa parte della vita. Io sono molto sereno», ha aggiunto. Le parole arrivano mentre resta aperto il confronto sull’interpretazione delle norme federali relative al tesseramento e ai requisiti richiesti per ricoprire cariche all’interno della FIGC, tema che nelle ultime settimane ha assunto una dimensione sempre più rilevante anche sul piano istituzionale.
Malagò: «Siamo da sempre abituati alle difficoltà»
Il presidente federale ha poi allargato lo sguardo ai primi mesi della nuova gestione e al lavoro portato avanti dalla struttura tecnica della Nazionale. «Siamo abituati alle difficoltà da sempre, ma ci sono state cose anche importanti e belle in questi due mesi», ha spiegato Malagò, soffermandosi sul clima che si respira all’interno del gruppo di lavoro. «Nella squadra tecnica vedo entusiasmo e complicità, tante sinergie tra Ranieri, Zola e Mancini, poi vediamo in campo cosa succederà», ha aggiunto il numero uno della Federazione.
Un passaggio che sottolinea la volontà di tenere separata la vicenda personale e istituzionale dall’attività sportiva della FIGC, in una fase in cui la Federazione è impegnata su più fronti. Tra questi c’è anche il dossier relativo a Euro 2032, torneo che l’Italia ospiterà insieme alla Turchia e sul quale resta centrale il tema degli stadi e delle infrastrutture.
Alla domanda se il caso che lo coinvolge possa avere conseguenze sul percorso italiano verso la manifestazione, Malagò ha preferito mantenere una posizione prudente. «Se rispondessi no non sarei sincero, ma se rispondessi sì sbaglierei perché non devo dare preoccupazioni», ha concluso.