La decisione della FIGC di ritirare pubblicamente il proprio sostegno, seguendo la linea della UEFA, al presidente della FIFA Gianni Infantino in vista delle prossime elezioni presidenziali di marzo ha fatto storcere il naso a diverse cariche istituzionali.
In primis al presidente della Lega Calcio Serie A Ezio Maria Simonelli, che ha sottolineato come sia mancata una decisione collegiale. E a seguire è arrivato anche il commento alla vicenda del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi.
«Diciamo che me lo sono trovato fatto, quindi da questo punto di vista io sono sempre molto cauto, anche perché era inevitabile un allineamento della Federcalcio alla UEFA – ha dichiarato il ministro Abodi a margine di un evento –. Ne facciamo parte, siamo uno dei Paesi più importanti; organizzeremo nel 2032 anche i campionati europei, quindi è evidente che ci debba essere necessariamente una sintonia con la UEFA».
«Sarei stato un po’ più cauto nella misura in cui il tema non è soltanto, un tema personale e quindi il presidente Infantino, quanto un tema di funzioni e ruoli che le grandi organizzazioni sovranazionali devono avere. Lascio che ognuno faccia la sua parte e svolga il suo ruolo», ha concluso Abodi.