Cairo: «Sarà il miglior Torino, forse dopo vendo. Offerte? Ancora nulla di concreto»

Il presidente dei granata torna a parlare del futuro del club.

Torino plusvalenze Cairo
Urbano Cairo (Foto: Nicolò Campo / Insidefoto)

Qualcosa di buono sta nascendo. Queste sono le sensazioni di Urbano Cairo dopo aver visto il Torino mercoledì in amichevole al Filadelfia contro il Vado. Tutto merito del lavoro di Petrachi sul mercato e di Abate in campo, confida a La Stampa in un’intervista – a margine del “Memorial Mamma e Papà Cairo” – dopo settimane di silenzio.

«Io voglio fare la mia migliore stagione – spiega il presidente – poi dopodiché magari vendo, per cui voglio che ci sia un ricordo bello. Così magari qualcuno dirà “Però Cairo non era così male alla fine”». Sembrano parole in risposta alle continue contestazioni dei tifosi granata, ma anche una conferma dei suoi progetti, dopo aver dato mandato a Bank of America di capire se ci sono investitori interessati al club granata.

«Qualcosa c’è – conferma Cairo, – ma non ho ricevuto offerte vere e proprie che sono vincolanti. Diciamo che c’è tanto possesso palla, ma ancora nessun tiro in porta. Lo ribadisco: se c’è qualcuno più bravo e ricco di me, sarò il suo primo tifoso se dovesse arrivare».

Intanto il presidente deve pensare al presente, a completare la rosa. Per questo è costante il confronto con Petrachi e Abate. Se il portiere brasiliano Lucas Perri è virtualmente granata, altri rinforzi arriveranno nei prossimi giorni tra difesa e centrocampo.

«Possono essere 3 o 4 – riflette, – ma dipende anche dalle uscite e quindi potrebbero essere anche di più… Ora dobbiamo cedere, ma quando venderemo avremo più possibilità di rimpiazzare con qualcuno di livello, per cui secondo me faremo bene. Sono molto fiducioso».

La volontà di Cairo è di tenere alcune pedine, ma qualcuno va venduto. Se tra i nomi più caldi in uscita c’è Gineitis, il Toro vorrebbe blindare Njie e Cacciamani. Su quest’ultimo però, la Roma non molla la presa e un’offerta da 20 milioni di euro potrebbe dare il via libera granata. «È con noi da tre anni, ha fatto benissimo nella Juve Stabia e ha un’ottima intesa con Abate – analizza il patron, – poi nella vita non si può dire al 100%, ma l’obiettivo è tenerlo».

Toro dei giovani

Perderlo significherebbe privare Abate di qualità, essenziale nella rivoluzione verde che ha cominciato. E sull’allenatore e la gestione dei giovani si è espresso il presidente:

«Li fa giocare e crescere senza sosta: lo seguivamo e l’abbiamo preso per questo. Poi ha temperamento, carisma e ha portato un entusiasmo trascinante. Abate è bravo: sta cambiando il modo di giocare della squadra e si sta modificando anche la mentalità».

I segnali positivi ci sono, anche dai ragazzi come il 18enne Andrea Luongo, entrato subito nei radar di Abate e Cairo. In questo Toro di giovani occorrono umiltà e restare con i piedi per terra. Così si può prendere il treno che passa. «Un po’ come me, – conclude il patron – anche perché Cairo in greco vuol dire “Cogliere l’opportunità”».