Sarri: «Derby domenica? Se fossi il presidente non presenterei la squadra»

Il tecnico della Lazio attacca: «Il casino viene da una serie di errori fatti dalla Lega e ora la Lega deve rimediare. Nessuno ha preso un microfono e ha detto scusate, abbiamo fatto un errore».

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Maurizio Sarri (Foto: Paolo Bruno/Getty Images)

Il caso legato al giorno e all’ora in cui si disputerà il derby di Roma continua a tenere banco. In attesa della risposa del TAR del Lazio al ricorso urgente della Lega Calcio Serie A per annullare la decisione della Prefettura di far disputare la sfida lunedì sera, a riguardo è intervenuto il tecnico dei biancocelesti Maurizio Sarri, che ha visto dalla tribuna, causa squalifica, la sconfitta della sua squadra in finale di Coppa Italia per mano dell’Inter.

«Che sensazioni sto provando per il derby che non si sa ancora quando si giocherà? Io ho la sensazione che lunedì vengo, domenica non vengo, alle 12.30 giocheranno loro – ha dichiarato senza mezzi termini Sarri nel posto partita a Mediaset –. Questa è la mia sensazione. Il casino viene da una serie di errori fatti dalla Lega e ora la Lega deve rimediare. Con gli ATP Finals di Torino hanno messo il derby di Torino, l’ATP di Roma, che è uno dei tornei di tennis più importanti del mondo, mettono il derby di Roma. Quindi c’è una serie di errori clamorosi».

«Però il Prefetto è stato chiaro e speriamo che sia quella la data. Se fossi il presidente non presenterei neanche la squadra, tanto per noi è uguale a questo punto, prendiamo un punto di penalizzazione e basta. No, io non è che sono arrabbiato, sono logico, l’ho detto prima, c’è una serie di errori clamorosi e nessuno ha preso un microfono e ha detto scusate, abbiamo fatto un errore, che penso sia anche normale. Io penso nel mio lavoro di fare 3-4 errori al giorno, non all’anno – ha continuato Sarri –. E si può rimediare facendo passare comunque qualcosa. Tutto normale, si gioca alle 12.30, ma ci sono quattro squadre che si stanno giocando una partita da 70-80-90 milioni e le fa giocare a fine maggio a quell’ora. Questo non è calcio».

Questo invece il commento dell’allenatore della Lazio sulla finale: «Volevamo abbassare il livello della pressione nel primo tempo, perché poi abbiamo notato anche nella partita di sabato, loro un po’ nella ripresa perdono qualcosa d’aggressività. Ed è anche difficile tenere l’aggressività con cui loro iniziano la partita per 90 minuti. E purtroppo in un primo tempo molto ordinato, abbiamo fatto tutto da soli, gli abbiamo regalato praticamente tutti e due i gol, quindi la partita è diventata difficile. Abbiamo avuto un paio di palle gol per riaprirla, una con Noslin e una con Dia, e non siamo riusciti neanche a riaprirla».

«Eravamo consapevoli che loro tecnicamente sono più forti di noi, però stasera mi sembrava che la partita potesse prendere una piega molto diversa. Il mio futuro qui è più in discussione dopo questa partita? Del mio futuro questa sera mi importa meno di zero. Mi dispiace per i ragazzi perché ho visto uno stato d’animo molto difficile all’interno dello spogliatoio e per il pubblico che stasera è ritornato numeroso. Abbiamo fatto un grande percorso per arrivare in finale ma stasera abbiamo trovato una squadra più forte di noi e con un po’ di complicità nostra l’hanno vinta loro, meritatamente», ha concluso l’allenatore.