L’avviso di garanzia recapitato a Gianluca Rocchi non deve rappresentare un pretesto per ipotizzare il commissariamento della federazione. È questa la posizione della Lega Serie A, come riportato dal Corriere della Sera. Un’eventualità che il ministro dello Sport Andrea Abodi aveva ventilato, sollecitando un intervento del CONI.
Dopo una giornata di silenzio, il presidente della Lega, Ezio Simonelli, è intervenuto pubblicamente. Prima si è confrontato con il presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, ricevendo indicazioni molto nette: in caso di intervento politico sulla Federcalcio, l’Italia rischierebbe la revoca dell’assegnazione degli Europei 2032 e persino l’esclusione dei club dalle competizioni europee.
Per evitare ripercussioni sull’immagine del sistema calcio, Simonelli ha ribadito una linea garantista: «Giudizi affrettati o conclusioni di qualsiasi genere sono fuori posto. Essere garantisti è un nostro preciso dovere sino all’ultimo grado di giudizio». Ha inoltre sottolineato come la giustizia sportiva sia già operativa, ricordando che sul caso di Udinese-Parma del 1° marzo 2025 «sia la Procura Federale che la Procura del Coni si sono già espresse su alcuni punti dell’indagine».
Il presidente della Lega ha quindi escluso che la posizione di un singolo indagato possa mettere in crisi l’intero sistema: «Se dovesse risultare che qualcuno ha sbagliato, sarà giusto che paghi. Ma giammai è consentito mettere in dubbio la credibilità del sistema e la regolarità del campionato».
In settimana è previsto un consiglio di Lega per nominare un legale incaricato di tutelare la Lega stessa e Simonelli come parte danneggiata. Questo consentirà alla Serie A di accedere agli atti e di costituirsi parte civile nel momento in cui dovesse aprirsi il processo.