Exor chiude il bilancio 2025 in rosso: in cassa 3,5 miliardi per un nuovo maxi investimento

«Questo ci pone in una posizione solida per perseguire un nuovo investimento significativo, per dimensione e ambizione, analogo a quello in Philips», ha detto l’AD John Elkann.

Exor opinione analisti
(Image credit: Depositphotos)

Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, ha chiuso il bilancio al 31 dicembre 2025con un rosso di 3,8 miliardi di euro (rispetto all’utile da 14,7 miliardi del 2024), con un impatto negativo tuttavia di 4,3 miliardi non ricorrenti, derivanti dalla differenza tra il valore netto contabile degli investimenti precedentemente consolidati e il loro fair value al 1° gennaio 2025 (voce che nel 2024 aveva garantito un incasso non ricorrente da 14 miliardi di euro).

Ad impattare sui conti inoltre è stato anche il calo dei dividendi, passati da 1,1 miliardi nel 2024 a 781 milioni nel corso del 2025. Forte tuttavia la generazione di flussi di cassa, con la liquidità passata da 169 milioni al 1° gennaio 2025 a circa 1,5 miliardi al 31 dicembre 2025.

La stessa Exor spiega, inoltre, di essere «ben posizionati per cogliere importanti opportunità di investimento», grazie ad afflussi di cassa per 4,5 miliardi nel 2025 e «proventi attesi da ulteriori operazioni di monetizzazione». In particolare, nel corso del 2025 Exor ha monetizzato asset per 3,7 miliardi di euro (di cui 2,9 miliardi dalla cessione di quote in Ferrari) e incassato 781 milioni dai dividendi, per un impatto pari a circa 4,5 miliardi: incassi tuttavia parzialmente compensati da investimenti effettuati per un totale di 1,4 miliardi di euro, distribuzioni agli azionisti (inclusi buyback e dividendi) per 1,1 miliardi di euro e dal rimborso di prestiti per 400 milioni di euro.

La cessione di asset non si è esaurita al 31 dicembre scorso. Exor infatti ha accelerato sulla semplificazione del portafoglio, rafforzando la propria posizione finanziaria in vista di nuovi investimenti. Nella lettera agli azionisti, l’amministratore delegato John Elkann ha spiegato che la holding di famiglia sta aumentando la liquidità disponibile per investimenti a oltre 3,5 miliardi di euro, grazie anche al programma di dismissioni avviato negli ultimi mesi. 

«Insieme ai proventi realizzati nel 2025 e a quelli attesi per quest’anno, abbiamo ulteriormente rafforzato il nostro bilancio, riducendone al contempo la complessità. Mantenere un bilancio solido resta una priorità per noi, sia in ottica difensiva che offensiva», ha scritto Elkann nella lettera. 

La strategia passa da una razionalizzazione delle partecipazioni, con l’uscita da alcune società considerate non più centrali. Exor ha infatti firmato accordi per la cessione delle quote in Iveco Group, GEDI Gruppo Editoriale, Lifenet Healthcare e NUO Capital. Secondo Elkann, queste quattro operazioni dovrebbero generare circa 2 miliardi di euro di proventi nel corso del 2026: cifra che, aggiunta ai circa 1,5 miliardi di liquidità disponibile al 31 dicembre 2025, porta alla cifra di 3,5 miliardi come liquidità disponibile per nuovi investimenti. 

«Stiamo semplificando il nostro portafoglio, affinando le nostre priorità e concentrandoci su società di maggiori dimensioni, dove riteniamo che Exor possa creare il maggior valore», ha sottolineato il manager. L’aumento della liquidità consentirà alla holding di cogliere nuove opportunità di investimento. «Stiamo aumentando la nostra liquidità disponibile per investimenti a oltre 3,5 miliardi di euro. Questo ci pone in una posizione solida per perseguire un nuovo investimento significativo, per dimensione e ambizione, analogo a quello in Philips». 

Il rafforzamento della cassa arriva in una fase caratterizzata da forte incertezza sui mercati globali. «Il 2026 è iniziato all’insegna delle incertezze geopolitiche e di mercato a livello globale, pertanto dobbiamo adottare un approccio prudente», ha osservato Elkann. 

Dalle conversazioni con i leader aziendali, ha aggiunto, emerge un orientamento diffuso alla cautela: molte società stanno riducendo l’esposizione al rischio e preservando il capitale in attesa di maggiore chiarezza sul quadro macroeconomico. «Questo rafforza la nostra posizione secondo cui questo è il momento di salvaguardare la liquidità ed essere pronti ad agire con decisione quando si presenteranno le giuste opportunità». 

Exor, il bilancio 2025: i dati

Tra gli altri dati economici, il debito lordo è pari invece a 3,7 miliardi di euro, in calo rispetto ai 4,1 miliardi al 31 dicembre 2024, legato principalmente al rimborso di obbligazioni in scadenza a gennaio e ottobre per 553 milioni di euro.

Il Net Asset Value (NAV) è diminuito del 4,9%, pari a 4,9 miliardi di euro, a quota 33,2 miliardi di euro a causa del calo del valore delle Società e delle distribuzioni agli azionisti, parzialmente compensato dall’aumento del valore di Lingotto e dai dividendi incassati. Il NAV per azione è calato dell’8% (rispetto al +5% del MSCI World Index).

Guardando al rendimento:

  • le società quotate hanno generato un rendimento del -14,7%, con un contributo al NAV di -5,1 milioni di euro, di cui -5,9 miliardi derivanti dalla variazione di valore, parzialmente compensati da 676 milioni di euro di dividendi;
  • le società non quotate hanno generato un rendimento dell’4%, con un contributo al NAV di 139 milioni di euro, di cui 86 milioni da rivalutazioni di fair value e 53 milionida dividendi;
  • le strategie gestite da Lingotto hanno generato un rendimento del 40%, con un contributo al NAV di 1,2 milioni di euro, trainato principalmente dalla performance degli investimenti quotati che hanno registrato un rendimento del 53%, sovraperformando l’MSCI World Index del 43%;
  • infine, i fondi gestiti da terzi hanno registrato un rendimento del 5,0%, con un contributo al NAV di 80 milioni di euro.

Temi

Exor