Presentato il progetto definitivo per il proprio stadio, la Roma potrebbe andare incontro ad alcuni imprevisti. A Pietralata, area scelta per ospitare il nuovo impianto giallorosso, infatti, sono stati trovati i resti di una villa romana e una serie di cunicoli e cisterne di un acquedotto.
Come riporta l’edizione odierna de Il Fatto Quotidiano, in virtù di tale scoperta, avvenuta durante gli scavi archeologici non ancora terminati nell’area, la Soprintendenza ha avanzato la richiesta che il club dei Friedkin attenda la fine degli scavi per andare avanti con i lavori. Una posizione già espressa al Ministero pochi giorni prima della presentazione ufficiale del progetto definitivo della Roma in Comune.
Un progetto che era stato depositato, come si evince, ben prima della fine degli scavi archeologici, che a lungo andare hanno accumulato una serie di ritardi a mano a mano che dall’area emergevano sempre più resti archeologici di valore.
Secondo un documento, la Soprintendenza nel dettaglio ha sollevato quattro questioni, fra quelle già avanzate in passato e alcune del tutto inedite. Innanzitutto si attende la comunicazione per la ripresa degli scavi già previsti, interrotti a giugno. Già nel 2024 la Soprintendenza aveva chiesto modifiche per evitare «interferenze dirette», con il club che ora è chiamato a rispondere in merito. Anche perché in corrispondenza della villa è prevista una grande rampa con opere di fondazione: prima è indispensabile «che il complesso venga riportato alla luce» e studiato. Così come le gallerie scoperte nel 2024.
Nelle conclusioni si aggiunge poi che anche l’area compresa tra la villa e la cisterna, fin qui mai oggetto di indagini, andrà scavata «visto l’elevato potenziale e l’alto rischio archeologico». È evidente dunque che il piano consegnato il 23 dicembre manchi dell’archeologia preventiva, visto che gli scavi non sono stati completati e, anzi, sembrano allargarsi con il passare del tempo. Non va dimenticata poi la questione riguardante le parti boschive per cui serve anche un’autorizzazione della Regione. Questa è una delle prescrizioni previste dalla delibera di pubblico interesse, di cui il Comune deve verificare il rispetto, e anche una delle basi su cui poggiano le convinzioni dei vari Comitati per il no allo stadio.
È bene sottolineare come il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica possa essere modificato, ma è altrettanto vero che quello presentato a fine anno dalla Roma non va, per forza di cose, categorizzato come definitivo. In merito, poi, il club giallorosso ha già risposto alla Soprintendenza, spiegando come non esistano interferenze, che gli scavi riprenderanno a breve e, infine, le prescrizioni verranno rispettate. Proprio per questo il sentimento che arriva dagli uffici di Trigoria è di assoluta fiducia che non si accumuleranno ritardi sul progetto, che prevede l’inaugurazione del nuovo stadio di Pietralata entro il 2029.
Il club continua a lavorare per terminare gli scavi e iniziare definitivamente i lavori nell’area. In attesa, poi, dell’insediamento ufficiale del commissario degli stadi Massimo Sessa – la cui nomina è stata anticipata da Calcio e Finanza -, che dovrebbe andare a sbrogliare più in fretta le varie situazioni burocratiche che riguardano gli impianti sportivi sparsi sulla Penisola.