Il maxi blitz contro la criminalità organizzata scattato a Roma ha portata all’arresto di 14 persone, tutte persone ritenute vicine al clan Senese, tra cui anche Girolamo Finizio, detto ‘Cillo’, capo ultrà romanista. Fra le persone finite in manette c’è anche Angelo Senese, fratello del boss Michele.
Le indagini dei carabinieri, coordinate dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia, hanno portato alla formulazione delle accuse per gli arrestati, a vario titolo, di tentato omicidio, detenzione illecita di armi da sparo, tentato sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso e (in alcune ipotesi) dal fine di agevolare le attività del clan.
Come detto sono in totale 14 le persone arrestate dalle forze dell’ordine, fra cui figurano anche Ettore Abramo (detto Pluto) vicino a Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, il capo ultrà della Lazio ucciso nel 2019 al parco degli Acquedotti, Kevin Di Napoli, l’ex pugile di Ostia che fu ferito in un agguato a Casoria e probabile destinatario di una bomba carta esplosa l’estate scorsa a Ostia davanti alla palestra del padre, i fratelli Alvise e Leopoldo Cobianchi, anche loro vicini ad ambienti ultras.
Fra gli episodi ricostruiti dai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma, che hanno avviato le indagini tre anni fa, ci sono anche due tentati omicidi, con l’esplosione di numerosi colpi d’arma da fuoco, avvenuti nel quartiere Tuscolano-Don Bosco ad aprile e maggio 2023, per contrasti legati alla gestione del narcotraffico e di altre attività illecite e un tentativo di estorsione nei confronti di un gioielliere della Capitale su cui convergevano gli interessi anche del clan Di Lauro, attivo nella provincia di Napoli.
In particolare un malvivente romano avrebbe lasciato falsamente intendere di essere un emissario della famiglia Senese, determinando così la reazione violenta sia del sodalizio campano che di quello capitolino, rappresentato – secondo gli inquirenti – da Angelo Senese con una richiesta ‘risarcitoria’ di 200mila euro. E poi anche un tentativo di sequestro per costringerlo a trovare il denaro, scongiurato in extremis grazie all’intervento dei militari. Per il gip Flavia Costantini, il carcere è «l’unica misura idonea e adeguata a salvaguardare le esigenze cautelari» e «proporzionata ai fatti». Durante il blitz sono stati arrestati in flagranza altri due uomini trovati in possesso di oltre un chilo di cocaina. Sequestrati nel corso delle perquisizioni 13 orologi di pregio del valore stimato di circa 350mila euro, ritenuti provento di attività illecita.