Eredità Agnelli, il nuovo tesoro degli Elkann nascosto anche al fisco svizzero e alla famiglia

I circa 250 milioni di euro sono emersi da due rogatorie internazionali, una in Svizzera e l’altra in Lussemburgo.

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John Elkann (Foto: GIUSEPPE CACACE/AFP via Getty Images)

La Procura di Torino, nell’ambito dell’inchiesta sull’eredità di Marella Agnelli, vedova dell’Avvocato Gianni Agnelli, ha individuato un ulteriore patrimonio occulto riconducibile alla famiglia. Dalle rogatorie inviate a Lussemburgo e Svizzera è emerso un trust, denominato Piz Nair (dal nome della montagna che domina St Moritz), nel quale risultavano nascosti circa 250 milioni di euro.

Come riporta l’edizione odierna del La Verità, questa scoperta ha preso di sorpresa lo stesso fisco svizzero, visto che nemmeno le autorità elvetiche ne erano a conoscenza, nonostante Marella Agnelli avesse la residenza. Ed è proprio la residenza della vedova di Gianni Agnelli il pomo della discordia che ha fatto nascere la diatriba sulla sua eredità fra la figlia Margherita e i nipoti John, Lapo e Ginevra Elkann.

In origine, l’eredità era stata stimata in circa 700 milioni, ma con l’emersione del trust l’ammontare è salito a circa 1 miliardo di euro. Secondo la Procura, anche alcuni degli eredi – tra cui Margherita Agnelli, in contenzioso con i figli per la ripartizione – sarebbero stati all’oscuro dell’esistenza di questo veicolo finanziario.

Le indagini, coordinate dal procuratore Giovanni Bombardieri e svolte dalla Guardia di Finanza, hanno portato al versamento complessivo di 183 milioni di euro da parte degli eredi: imposte dirette sui redditi non dichiarati da Marella (circa 250 milioni a partire dal 2015), più la tassa di successione del 4% sulla massa ereditaria accertata. Le posizioni di Lapo e Ginevra Elkann, così come quella del notaio svizzero Urs von Grunigen, sono state archiviate.

Per John Elkann, presidente di Stellantis, è stata invece concessa la messa alla prova, dopo il saldo del debito fiscale. Il programma prevede circa 30 ore mensili di attività per dieci mesi presso strutture salesiane di Torino. L’accordo, elaborato con l’Ufficio di esecuzione penale esterna, comprende attività di formazione per insegnanti e operatori sociali, tutoraggio con studenti e collaborazione con enti salesiani, tra cui l’Università Rebaudengo. Al termine del periodo stabilito, e in assenza di violazioni, i reati contestati a Elkann saranno dichiarati estinti.