Il Comune di Torino fa valutare lo stadio: incaricato un advisor per il prezzo

Questa novità in merito all’impianto di proprietà del Comune rilancia le ipotesi di una cessione della società di Urbano Cairo, anche se l’imprenditore milanese si è sempre detto non disponibile a vendere il club.

stadio olimpico Grande Torino
Lo stadio Olimpico Grande Torino (Foto: Claudio Villa/Getty Images)

Nella giornata di ieri è arrivata la comunicazione ufficiale che lo stadio Olimpico Grande Torino non avrà più alcuna ipoteca. Un nuovo scenario che apre possibilità molto interessanti per l’impianto comunale, soprattutto in chiave di una futura vendita al Torino, club di proprietà di Urbano Cairo.

Ma prima, come riporta l’edizione odierna di Tuttosport, serve una valutazione dell’impianto inaugurato nel 1933. Per questo è stato incaricato, da parte del Comune del capoluogo piemontese, l’advisor Praxi con sede a Torino. Il compito della società consiste nel determinare non solo il valore di mercato della struttura, ma anche un eventuale canone d’affitto. L’incarico è stato formalizzato tramite una determinazione dirigenziale, riportata come «Atto numero 2998 del 20 maggio 2025», secondo quanto indicato nel documento ufficiale.

L’oggetto della delibera è chiaro: «Affidamento diretto (…) per il servizio di redazione perizia di stima del valore di mercato e del canone di mercato dello stadio Olimpico di proprietà comunale». L’importo stanziato dal Comune per l’operazione è di «39.650,00 euro, IVA al 22% inclusa».

Nel testo si riportano alcuni passaggi significativi: «Considerato che l’articolo 8, comma 4 del Regolamento Comunale (…) attribuisce alla Divisione (…) la competenza in materia (…) e valutata la necessità di acquisire una perizia relativa al valore di mercato e al canone del complesso immobiliare in oggetto», si spiega che, dopo aver seguito le procedure previste dalla normativa (illustrate nel documento), si è «conclusa la trattativa diretta con la società Praxi S.p.A. (…) in quanto soggetto economico con lunga e comprovata esperienza nella valutazione di beni materiali e immateriali, in grado di svolgere l’incarico in modo pienamente adeguato (…), attraverso un’analisi accurata della struttura edilizia, degli impianti, delle condizioni manutentive e di altri elementi rilevanti».

Tra i lavori svolti nel passato da Praxi vengono citate valutazioni di impianti come lo Stadio delle Alpi, lo Juventus Stadium, e altri stadi situati a Firenze, Lucca, Genova, fino alla più recente analisi dello stadio Rigamonti di Brescia, oltre a diverse perizie per committenti privati. Il provvedimento datato 20 maggio include anche il «documento di offerta economica», che riporta la data del 5 maggio, come fase intermedia di un iter avviato ufficialmente il 31 marzo. Si tratta quindi di un percorso amministrativo avviato circa 50 giorni fa.

Intanto si aprono scenari interessanti per il futuro dello stadio Olimpico dopo la conferma dell’abolizione delle ipoteche. «È davvero una bella notizia, che permetterà di ampliare la discussione sul futuro dello stadio, andando oltre la sola ipotesi di una concessione a lungo termine, e aprendo a scenari finora preclusi. Un ringraziamento va agli uffici comunali per il lavoro svolto in questi mesi», ha dichiarato l’assessore allo Sport del Comune di Torino, Mimmo Carretta.

L’assessore poi ha aggiunto: «Quando ci si affida a un advisor, è normale richiedere tutte le opzioni possibili. Ci auguriamo di avere un riscontro tra settembre e ottobre. La questione è complessa: si tratta di una struttura utilizzabile tutto l’anno, e bisogna valutare anche gli interventi necessari. Al momento non sono pervenute manifestazioni d’interesse, ma la cancellazione dell’ipoteca apre nuovi scenari per una possibile vendita. Un eventuale acquirente non sarebbe più tenuto a versare all’Agenzia delle Entrate quei 38 milioni di euro».

Nei mesi scorsi si è riportato come la questione stadio fosse ritenuta fondamentale per una possibile futura cessione del Torino da parte di Urbano Cairo. Ipotesi sempre smentita dall’imprenditore milanese ma anche da fonti del Comune, ma che adesso potrebbe diventare quantomeno possibile, considerando in unico pacchetto club e stadio. A riguardo l’assessore Carretta ha dichiarato: «Rispetto al passato, la rimozione dell’ipoteca cambia completamente le condizioni per l’acquisizione, sia dell’impianto che del club. Ma il club è di Cairo, mentre lo stadio appartiene al Comune. Sarebbe lui a dover affrontare un’eventuale trattativa per la società. Realisticamente, oggi è meno complicato pensare a un’operazione congiunta per stadio e società. Sì, nei prossimi mesi uno scenario del genere potrebbe diventare possibile».