Genoa-Samp, scontri prima e dopo la partita: regolamento di conti tra i tifosi

Momenti di tensione anche durante il secondo tempo quando nella curva rossoblù sono apparsi gli striscioni sampdoriani rubati lo scorso 5 maggio nella sede degli Ultras Tito Cucchiaroni.

tifosi sampdoria polizia
(Foto: Simone Arveda/Getty Images)

A più di due anni dall’ultimo derby di Genova, Sampdoria e Genoa si sono ritrovate sul campo del Ferraris. E se lo spettacolo nei 90 minuti, più calci di rigore, non è di certo mancato, sono da segnalare anche gli scontri tra tifoserie, con le forze dell’ordine coinvolte a loro volta, sia prima che dopo la partita, ma anche durante.

Infatti, come riporta l’edizione odierna de Il Secolo XIX, mentre la sfida era ancora in corso, alcuni ultras sampdoriani entravano in contatto con la polizia e i carabinieri lungo Corso De Stefanis. Risultato: una quindicina i supporters feriti e una persona fermata.

A dare il via ai tafferugli la comparsa nella curva del Genoa degli striscioni blucerchiati, rubati il 5 maggio dalla sede degli Ultras Tito Cucchiaroni, in passo Ponte Carrega a Staglieno. Era l’inizio del secondo tempo del derby, ma era soprattutto il segnale che era giunto il momento di regolare i conti aperti quattro mesi fa. La Curva della Samp si è svuotata e si è riversata in strada, lato distinti, cercando di entrare nella Nord per riprendersi il maltolto. Un epilogo temuto, dopo mesi di guerriglie urbane sventate d’un soffio dalle forze dell’ordine, coltellate e di minacce.

Ma questo non è stato l’unico momento violento di una giornata iniziata con grandissima tensione già a partire dalle 14.00 a Ponte Serra, quando un centinaio di supporters genoani, con l’aiuto degli amici marsigliesi arrivati apposta dalla Francia per picchiarsi, avevano tentato di sfondare la zona di prefiltraggio davanti alla Sud. Anche lì tafferugli, con tre poliziotti feriti lievemente e portati all’ospedale San Martino in codice giallo Un altro è stato ferito in corso De Stefanis. Facendo salire a quattro il bilancio complessivo.

Gli striscioni rubati a Ponte Carrega si trovavano nel ventre del Luigi Ferraris da settimane, per questo i controlli fatti ieri davanti ai tornelli non sono serviti a nulla. A sorreggerli quattro supporter del Genoa mimetizzati da una felpa bianca con il cappuccio calato sulla testa. La Sud ha replicato urlando «infami», poi ha issato un lenzuolo bianco con una scritta nera: «Nessun onore per le bandiere che da ladro scortato hai rubato. Questa l’hai persa quando ti abbiamo picchiato». Tre vessilli sono stati rimossi dopo poco, uno è rimasto un po’ di più.

Ma la provocazione aveva dato i frutti attesi con scontri fuori dal Ferraris, nonostante le molte misure di sicurezza adottate dalle forze dell’ordine, che comprendevano anche un elicottero della polizia che ha volato sopra Marassi per gran parte della giornata volava sopra Marassi e i blindati con gli idranti pronti a intervenire. Corso De Stefanis è stato bloccato dalle camionette dei carabinieri e sono arrivate anche le ambulanze. Intanto dallo stadio chi temeva di restare coinvolto nei tafferugli si allontanava velocemente. Un escalation di violenza che raramente si era vista a Genova per un derby. Anche davanti al Firpo qualcuno cerca di picchiarsi, con gli idranti che spegnevano fumogeni lanciati sotto le auto parcheggiate.

Come detto, è iniziato tutto alle 14.00 quando un gruppo di genoani armati di spranghe ha tentato di sfondare e di entrare nell’area di prefiltraggio davanti alla Gradina Sud, dove a quell’ora c’erano già parecchi tifosi blucerchiati. Gli ultras rossoblù sono stati fermati da polizia e carabinieri in tenuta anti sommossa e irrobustiti da diversi blindati. Su Ponte Serra è volato di tutto: bottiglie di birra, aste di bandiere, fumogeni e bombe carta. Sono state chiuse al traffico via Moresco, piazza Carloforte e svariate strade limitrofe. Le forze dell’ordine hanno respinto l’attacco, e impedito il contatto con i supporter blucerchiati, che nel frattempo si erano schierati dall’altra parte della strada pronti al combattimento. Dopo circa mezz’ora era tutto finito, ma a Marassi tirava davvero una brutta aria.

Poco distante da Ponte Serra maglie e sciarpe rossoblucerchiate si mescolavano senza problemi. A testimonianza che non era una stracittadina come le altre, la questura pochi minuti dopo il tentativo di sfondamento si era affrettata a dire che la situazione era sotto controllo. Righe che sono servite anche a smentire le voci ricorrenti che volevano l’annullamento del match: ad alimentarle i falsi audio di sconosciuti che millantavano conoscenze nelle forze di polizia e che presto hanno fatto il giro di migliaia di chat. Però il livello di guardia era tale che l’elicottero dell’VIII Reparto volo della Polizia di Stato di Firenze ha anticipato la sua missione per prevenire altri assembramenti.

Intanto, la società rossoblù, proprio in quei momenti, comunicava ai giocatori della squadra Primavera del Grifone, e a tutti i ragazzi del settore giovanile, di non andare allo stadio, «data l’alta probabilità di scontri». Nemmeno il tempo di prenderne atto, che davanti allo stadio arrivano i blindati con gli idranti, quelli utilizzati nelle proteste di piazza.

Gli spalti hanno iniziato a riempirsi verso le 18. Con alcuni momenti di tensione, quando sotto la gradinata del Genoa è stato aperto solo un varco del prefiltraggio con qualcuno che ha provato a sfondarlo, ma il reparto mobile ha contenuto alla perfezione ogni tentativo.