Niente compenso per i manager di Oaktree nominati all’interno del Consiglio di Amministrazione dell’Inter. I nuovi consiglieri, nominati dopo l’escussione del pegno da parte del fondo californiano per il mancato pagamento da parte degli Zhang di un debito da 395 milioni di euro, non riceveranno infatti compensi per il ruolo nel CdA della società nerazzurra.
Lo scorso 4 giugno, infatti, nel corso della prima assemblea degli azionisti post-Suning, era stato nominato il nuovo CdA del club. In particolare, il nuovo CdA dell’Inter è oggi così composto (in neretto i nuovi):
- Carlo Marchetti (indipendente);
- Amedeo Carassai (indipendente);
- Giuseppe Marotta (presidente e amministratore delegato area sport dell’Inter);
- Alessandro Antonello (amministratore delegato area corporate dell’Inter);
- Alejandro Cano, Managing Director e Co-Head Europe per la strategia Global Opportunities di Oaktree;
- Katherine Ralph, Managing Director per la strategia Global Opportunities di Oaktree;
- Renato Meduri, Senior Vice President per la strategia Global Opportunities di Oaktree;
- Carlo Ligori, Associate per la strategia Global Opportunities di Oaktree;
- Delphine Nannan, Senior Vice President per l’ufficio di Oaktree in Lussemburgo;
- Fausto Zanetton, AD di Tifosy Capital & Advisory.
In particolare, come si legge nei documenti che Calcio e Finanza ha consultato, il 22 maggio 2024 gli amministratori indipendenti Marchetti e Carassai, dopo il subentro di Oaktree, avevano rassegnato le proprie dimissioni dal CdA facendo decadere l’intero Consiglio di Amministrazione. Oaktree, attraverso Grand Tower, ha presentato così la sua nuova lista di consiglieri, in cui ha inserito i nomi di cui sopra.
Inoltre, nella nomina è stato scelto di «attribuire a ciascuno dei candidati consiglieri indipendenti (ovverosia Marchetti e Carassai, ndr) la remunerazione annua ai sensi dell’art. 2389, primo comma, del codice civile già deliberata dall’assemblea dei soci in data 8 luglio 2021», pari a 30mila euro annui.
Per quanto riguarda gli altri consiglieri, invece, la decisione è stata quella di «prevedere che agli altri candidati consiglieri non spetti alcun emolumento per la carica di amministratori della Società, dando atto che i nuovi Consiglieri hanno già preventivamente manifestato il proprio consenso a non ricevere alcun compenso in relazione alla carica (fatta eccezione per quanti di essi già intrattengano con la Società un rapporto di lavoro dipendente, i quali già ricevono una remunerazione ai sensi del rispettivo contratto di lavoro), e ferma restando la possibilità per il Consiglio di Amministrazione di attribuire una remunerazione agli amministratori investiti di particolari cariche, sentito il Collegio Sindacale».
Si trattta di una scelta in continuità col passato: anche nell’epoca Suning non venivano corrisposti compensi agli amministratori, così come nemmeno al presidente Steven Zhang (tema quest’ultimo al centro di una causa presso il Tribunale di Milano).