Ciclismo, perché l’edizione 2024 del Tour de France termina a Nizza

Il finale della corsa si svolgerà in Costa Azzurra. Per la prima volta nella lunga storia del Tour de France, l’arrivo non sarà quindi a Parigi.

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(Foto: DAVID PINTENS/BELGA MAG/AFP via Getty Images)

Perché il Tour de France finisce a Nizza? Quello del 2024 è stato il Tour de France più italiano di sempre. Gli organizzatori della Grande Boucle, giunta alla sua edizione numero 111 e assolutamente imperdibile per tutti gli appassionati di ciclismo, hanno inserito ben tre tappe italiane nell’edizione maschile, con il Grand Départ da Firenze. Come sedi di partenza, oltre al capoluogo toscano sono state coinvolte anche Cesenatico e Piacenza.

Un tocco di Bel Paese si avvertirà anche in coda alla manifestazione, con l’ultima tappa di oggi – domenica 21 luglio – in arrivo per la prima volta nella vicina Nizza: la località simbolo della Costa Azzurra ha fatto infatti parte dell’antica Liguria, della Regio IX Liguria romana, del Regno d’Italia tra il IX e l’XI secolo e della Repubblica di Genova, prima di passare alla Savoia nel 1388. Fu poi occupata dai francesi tra il 1792 e il 1815, quando fu restituita al Regno di Sardegna, fino alla sua annessione alla Francia nel 1860.

Perché il Tour de France finisce a Nizza? Parigi “esclusa” per la prima volta nella storia

Il finale della corsa – che sarà una vera e propria passerella per Tadej Pogacar, grande dominatore della corsa – si svolgerà quindi in Costa Azzurra tra Monaco e Nizza, una tappa che chiuderà le tre settimane di competizione. Per la prima volta nella lunga storia del Tour de France, l’arrivo non sarà quindi a Parigi. Ma come mai? La risposta è semplice: la concomitanza dei preparativi per i Giochi Olimpici di Parigi 2024 non ha tolto la capitale francese dalla disponibilità degli organizzatori.

L’ultima tappa, tradizionalmente una volata sugli Champs-Elysées, questa volta sarà quindi una cronometro individuale. Sarà la prima volta che il Tour finirà con una crono dal leggendario 1989 quando il francese Laurent Fignon perse la maglia gialla per otto secondi, il più piccolo distacco della storia, contro l’americano Greg Lemond.