Il governo tira dritto: l’emendamento Mulè sarà votato mercoledì alla Camera

Nel testo firmato dal deputato di Forza Italia vengono concesse alla Serie A maggiore autonomia rispetto alla FIGC e un aumento del peso politico in consiglio federale.

abodi
Andrea Abodi (Giovanni Pasquino / Deepbluemedia / Insidefoto)

Nonostante negli ultimi giorni fosse stata ventilata l’ipotesi di un ritiro, l’emendamento al decreto Sport che vede la prima firma dell’onorevole Giorgio Mulè di Forza Italia verrà votato alla Camera nella giornata di domani, mercoledì 10 luglio. A riportarlo è l’ANSA.

L’emendamento punta a concedere sia più peso politico alla Serie A nel consiglio federale che una maggiore autonomia per il massimo campionato italiano dalla FIGC. Due richieste che la A porta avanti da mesi, ma che hanno sempre trovato un muro da parte della Federcalcio guidata da Gabriele Gravina.

Ma i club di Serie A, che hanno votato per ben due volte all’unanimità il via libera a queste richieste, hanno trovato ora la sponda del governo Meloni, e in particolare del ministro per lo Sport Andrea Abodi. E proprio in queste ore l’Esecutivo sta lavorando alla riformulazione del testo presentato dal deputato di Forza Italia con i pareri che dovrebbero essere depositati nelle prossime ore. Nella riformulazione resterebbe sostanzialmente invariata la parte relativa al peso delle leghe professionistiche e dunque all’autonomia della Serie A, mentre verrebbe stralciato il punto legato alla giustizia sportiva, che in un primo momento si voleva togliere dall’ombrello della Federcalcio.

A preoccupare la FIGC, è la reazione d UEFA e FIFA qualora l’emendamento fosse approvato. Infatti, i due organismi del calcio internazionale hanno già sollevato le proprie preoccupazioni in merito alla possibile violazione della norma relativa all’indipendenza assoluta che il calcio deve avere nei confronti dei vari poteri esecutivi, pena l’esclusione dei club di quella federazione e della nazionale dai tornei internazionali organizzati dalle due federazioni. A confermare l’ipotesi di esclusione dalle coppe europee in caso di approvazione dell’emendamento Mulè, è stato lo stesso presidente della UEFA Aleksander Ceferin.