Serie A, accantonato l’emendamento Mulè: verrà riformulato

Nella nuova versione il passaggio che veniva introdotto sul «ricorso diretto innanzi agli organi della giustizia amministrativa in sede di giurisdizione esclusiva» verrà stralciato.

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Andrea Abodi (Foto: Marco Rosi/Getty Images)

L’emendamento al Decreto Sport a firma del deputato di Forza Italia, Giorgio Mulè «è stato accantonato, ora si sta ragionando su una riformulazione». Lo ha detto all’agenzia Dire il ministro dello Sport, Andrea Abodi, a proposito della novità che prevedeva una maggiore autonomia – sul modello Premier League – per la Serie A.

Secondo quanto si apprende, nella nuova versione il passaggio che veniva introdotto con l’emendamento sul «ricorso diretto innanzi agli organi della giustizia amministrativa in sede di giurisdizione esclusiva» (il comma 4 dell’articolo 16-ter) verrà stralciato, mentre sarà appunto riformulato e mantenuto il principio del maggior peso e autonomia delle leghe professionistiche.

Sulla questione era intervenuta anche la UEFA, tramite le parole del suo presidente Aleksander Ceferin, minacciando l’esclusione dei club di Serie A dalle competizioni europee. «Se il testo resta così, dovremo escludere le squadre italiane dalle coppe europee», aveva detto il numero uno della Federcalcio europea.

Sul tema è intervenuto anche il deputato democratico, responsabile nazionale sport del Pd, Mauro Berruto: «Respinti, con parere contrario del ministro Abodi e voto della maggioranza, tutti i nostri emendamenti al DL Sport. Respinta la richiesta di un vero sistema democratico elettorale per le federazioni con l’abolizione del medievale meccanismo delle deleghe, con equilibrio di genere e generazionale nelle figure apicali dei consigli federali e limite dei tre mandati, dove il Ministro Abodi riesce palesemente a smentire le sue stesse parole, essendosi espresso sugli stessi temi ripetutamente».

«Respinto il richiamo all’incredibile principio di incoerenza che prolunga il limite dei mandati ai presidenti federali, ma non agli organismi nazionali e regionali del Coni, una norma che riesce contemporaneamente ad e contra personam. Respinto l’emendamento abrogativo della commissione di controllo dei bilanci del calcio di nomina politica, con il conseguente clamoroso rischi di conflitto di interesse. Respinti anche gli emendamenti tecnici sul lavoro sportivo a favore della soluzione di criticità emerse con pensionati con quota100, terzo settore e direttori di gara», ha proseguito.

«Appare evidente che con questo governo non esiste la possibilità di confronto su nessun tema, l’unico pensiero è per il calcio, tutte le altre discipline sono quotidianamente tradite. Ne prendiamo atto e continuiamo testardamente nel nostro lavoro, di denuncia e di racconto di tutto ciò che clamorosamente vediamo succedere, ogni giorno, nelle aule di questo Parlamento, svilito di ogni sua funzione», ha concluso Berruto.