Abodi: «Italia? Sono sorpreso dalla ricerca di responsabilità altrui»

«I giocatori che vanno in campo lo sanno perfettamente, non si tratta di errori tattici o dei singoli, la squadra sembrava assente fisicamente e moralmente».

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Andrea Abodi (Giovanni Pasquino / Deepbluemedia / Insidefoto)

«Ero a Berlino, ho vissuto in presa diretta l’amarezza non di una sconfitta, ma di una disfatta, una resa incondizionata. Non solo sportiva ma anche morale. La maglia azzurra deve ispirare chi la indossa e tirar fuori la forza morale. Siamo tornati a casa, quello che mi ha sorpreso è stata la ricerca di responsabilità altrui. Di fronte a una sconfitta deve emergere l’autoanalisi, è troppo facile guardare gli errori altrui. Lo sport insegna ad assumersi responsabilità». Sono queste le parole di Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, nel suo intervento a RTL 102.5, in merito all’eliminazione dell’Italia dall’Europeo 2024 in Germania.

Poi, sull’atteggiamento dei calciatori azzurri in campo, ha ammesso come «non c’è stata reazione, un lampo, soprattutto nei momenti difficili. I giocatori che vanno in campo lo sanno perfettamente, non si tratta di errori tattici o dei singoli, la squadra sembrava assente fisicamente e moralmente. E questo deve far fare ulteriori riflessioni per un punto e a capo», ha proseguito Abodi.

«Bisogna accorciare la distanza dei giovani andando loro incontro e ascoltando le loro esigenze, offrendo delle opportunità. I giovani spesso si lamentano della distanza, noi stiamo moltiplicando le occasioni di dialogo e confronto. Starà anche a noi tramutare questo in misure che siano percepite e accettate», ha aggiunto poi parlando del tema giovani.

«Sarà importante l’implementazione della valutazione di impatto generazionale delle norme che approveremo, una valutazione che andrà fatta prima dell’approvazione delle norme per metterci a confronto con i giovani affinché non ci sia questa distanza che si manifesta nel non voto. Elemento che vogliamo contrastare con una maggiore partecipazione, come è stato fatto per gli studenti fuori sede che, per la prima volta nella storia, hanno potuto votare nelle ultime elezioni europee», le parole del ministro.

«Abbiamo aperto hub di orientamento al lavoro, ognuno con una sua specializzazione legata al territorio, offrendo l’opportunità di creare un ponte tra i giovani e il lavoro, o spazi civici di comunità per contrastare la dispersione scolastica attraverso la pratica sportiva gratuita. Utilizziamo la carta giovani nazionale, che sta diventando un canale di comunicazione per il lavoro scaricata da tre milioni di persone. O il servizio civile universale che offre il 15% nei concorsi pubblici», ha proseguito Abodi.

Infine, un pensiero anche su Caivano e sui progetti futuri: «Ci stiamo concentrando sulla marginalità sociale, intervenendo in anticipo dove il disagio si sta impossessando della comunità prima che arrivi la cronaca a sbatterci in faccia fatti drammatici. Noi abbiamo cercato di passare dallo sdegno all’impegno», ha concluso.