Giallo sulla vendita della Sampdoria: la Procura di Roma indaga per truffa

Il passaggio del club doriano da Ferrero a Manfredi sotto la lente di ingrandimento della Procura capitolina.

Sampdoria sequestro azioni
Massimo Ferrero (Foto: Paolo Rattini/Getty Images)

La vendita della Sampdoria è stata una truffa? È questa la domanda intorno a cui sta indagando la Procura di Roma, mossa da un esposto presentato da ambienti vicini all’ex proprietà di Massimo Ferrero. In particolare, come spiega l’edizione di Roma del quotidiano La Repubblica, l’indagine riguarda la possibilità che lo stesso Ferrero sia stato raggirato tra la primavera e l’estate dello scorso anno per la cessione del club ligure, venendo in particolare tradito da uno dei suoi uomini di fiducia, Massimo Ienca, che oggi fa parte della nuova gestione della Sampdoria della proprietà legata a Matteo Manfredi. La Procura di Roma sta così indagando per i reati di infedeltà patrimoniale e truffa.

Ricostruendo la vicenda, la presunta truffa sarebbe andata in scena nelle prime due settimane di giugno del 2023, nel momento di massima tensione tra Ferrero e la tifoseria, nonché in un momento pessimo in termini finanziari. Ienca è l’amministratore unico della Sport e Spettacolo Holding (Ssh), società proprietaria del 99,96% dell’U.c. Sampdoria: la catena di controllo, risalendo da Ssh, porta ad altre società fino al reale proprietario del club, ovverosia lo stesso Ferrero.

Il 30 maggio inizia la trattativa tra Ssh e due società, una riferibile a Matteo Manfredi e l’altra ad Andrea Radrizzani, per l’acquisto del club. Il giorno successivo arriva l’annuncio di Ferrero a Telenord: «Ho venduto la Sampdoria». In realtà però l’affare non è chiuso. I passaggi successivi sono quelli al centro delle verifiche: Ienca avrebbe definito la vendita in quanto amministratore della Ssh. Una cessione che si concretizza tra il 12 e il 14 giugno, ma il 5 giugno Ienca aveva ricevuto dall’assemblea dei soci di Ssh la comunicazione che il 14 giugno sarebbe stato sostituito al vertice della società.

Nonostante ciò, uno Ienca sfiduciato, avrebbe finalizzato la vendita: il 51% della Samp non è più di Ssh e quindi di Ferrero, il nuovo proprietario è Matteo Manfredi. L’accusa da parte dei soci di Ssh verso Ienca è quindi quella di aver ceduto la squadra senza essere stati informati, senza averlo autorizzato e anzi ricordando che, due settimane prima, gli avevano comunicato che sarebbe stato sollevato dal suo incarico.

Lo stesso Ienca si era così difeso in quella sede: «Sono sorpreso di quanto espresso dal socio unico nell’assemblea odierna. Ho operato nell’interesse della società da me amministrata, ho espresso voto favorevole in sede assembleare di U.c. Sampdoria (in data 29-30 maggio) autorizzato dal socio unico, ritenendo peraltro di aver appreso dell’accordo di Massimo Ferrero con il socio potenziale investitore». Ora, le autorità stanno analizzando tutti i documenti relativi all’operazione per stabilire se la vendita sia avvenuta correttamente o se sia stata una frode ai danni di Ferrero, che potrebbe essere stato tenuto all’oscuro degli accordi.