Eredità Agnelli, si allarga l’inchiesta: i Pm puntano i capitali all’estero

Oggi in Procura verranno ascoltati nuovi testimoni sulla effettiva residenza di Marella tra Italia e Svizzera.

Chi è Ettore Morone
Un ritratto dell'Avvocato Agnelli al Museo dell'Auto di Torino (Foto Insidefoto Giorgio Perottino)

Prosegue l’indagine della Procura di Torino sul tema dell’eredità della famiglia Agnelli, dopo l’esposto da parte di Margherita (figlia di Gianni Agnelli) che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di John Elkann (numero uno di Exor, la holding degli Agnelli-Elkann azionista di maggioranza tra le altre della Juventus) e che riguarda in particolare l’eredità passata a Marella Agnelli, moglie di Gianni, dopo la sua scomparsa. Come riportato dal Corriere della Sera, oggi il procuratore aggiunto Marco Gianoglio e i pubblici ministeri Mario Bendoni e Giulia Marchetti continueranno ad ascoltare altri testimoni, con l’obiettivo in particolare di accertare dove effettivamente sia stata residente la stessa Marella.

Se nel 2018, anno al centro dell’indagine, avesse trascorso più di 183 giorni sulle colline torinesi, infatti, questo basterebbe pe scattare la residenza fiscale in Italia, e non più in Svizzera, con conseguenti obblighi fiscali. Nel mirino c’è anche la ricerca del patrimonio estero, ovverosia capitali capaci di produrre interessi o utili e quindi eventuali redditi potenzialmente sottratti alla tassazione dell’erario italiano.

Gli investigatori hanno scelto di concentrarsi sugli anni 2018 e 2019 poiché ritengono di avere maggiori prove e documenti che possono confermare la permanenza di Marella Agnelli in Italia. In particolare, stanno esaminando gli elementi che indicano la sua residenza nel paese, inclusi i legami familiari, di amicizia, lavorativi e sanitari che potrebbero stabilire una connessione con l’Italia.

Secondo le accuse formulate nel decreto di perquisizione, si ipotizza che Marella Agnelli abbia evaso circa 3,5 milioni di euro di imposte nel 2018 e 244 mila euro nel 2019. Queste accuse sono legate anche alle imposte sulla “rendita vitalizia” che Margherita doveva versare alla madre, stimata intorno agli 8 milioni di euro all’anno.

L’accusa di “dichiarazione fraudolenta” coinvolge John Elkann, Gianluca Ferrero e Urs Robert Von Gruenigen. Si sospetta che Ferrero abbia compilato le dichiarazioni fiscali, mentre l’amministratore svizzero le ha firmate. Si ipotizza anche che il figlio maggiore abbia facilitato tali attività, assumendo personale che avrebbe lavorato effettivamente per la nonna.

L’indagine, che sembra essersi protratta per anni, è ora concentrata sulle questioni fiscali. Tuttavia, potrebbe avere implicazioni più ampie, considerando anche il patto successorio del 2004 che prevedeva che il testamento di Marella Agnelli fosse regolato dalla legge svizzera. La scoperta di documenti successori originali relativi al patrimonio di Gianni Agnelli è una delle priorità dell’indagine attuale.