Costi e tempi, la Fiorentina vuole il Governo come garante sul Franchi

Il club chiede che il Governo faccia da garante sulla questione Franchi, vigilando sui tempi del restyling, ma anche su tutti i costi dell’opera.

Stadi EURO 2032
(Foto: Comune di Firenze)

Il Governo faccia da garante sulla questione Franchi, vigilando sui tempi del restyling, ma anche su tutti i costi dell’opera. È questo, scrive l’edizione fiorentina de La Repubblica, quello che ha chiesto la Fiorentina mercoledì scorso a Roma, nell’incontro tra il direttore generale viola Joe Barone e il ministro dello Sport Andrea Abodi.

La società viola è preoccupata da tutta una serie di interrogativi non risolti, da dove giocherà la squadra negli anni dei lavori fino all’esatta cifra del canone di affitto una volta terminato il restyling e ha cercato e ottenuto una sponda governativa. Lunedì si conoscerà l’esito del bando per la prima tranche dei lavori, quelli coperti dai fondi che arriveranno dal Pnrr da 150 milioni di euro, e nei giorni successivi ci sarà il tavolo a con la Fiorentina, il Governo e Palazzo Vecchio.

Un incontro tecnico in cui si saprà con esattezza se la gara sarà andata deserta o meno e dove si inizieranno a mettere nero su bianco le prossime mosse. Se ci sarà un vincitore, sarà programmata con esattezza la data di inizio dei lavori, prevista per gennaio 2024, altrimenti si procederà all’affidamento diretto dei lavori. L’urgenza principale è quella di sapere dove giocherà la Fiorentina la prossima stagione.

Alla società non dispiacerebbe continuare a giocare pur a capienza limitata al Franchi durante i lavori, ma resta da superare lo scoglio del 2026, anno inderogabilmente previsto come fine dei lavori per ottenere i finanziamenti. Per spostare il termine c’è bisogno di un’azione governativa d’accordo con Bruxelles. Un tema che la Fiorentina ha posto ad Abodi mercoledì, presentando anche un dossier in cui si dichiarava come giocare fuori da Firenze significherebbe per la società perdere tra i 12 e i 15 milioni di ricavi l’anno.

L’altra questione riguarda invece la partita dei 55 milioni, che non arriveranno da Roma: la Fiorentina prima di entrare ufficialmente nella partita e investire sulla parte mancante del progetto intende capire se effettivamente la cifra indicata corrisponde a realtà o necessita di altre aggiunte che farebbero aumentare l’esborso. L’investimento in cambio di una lunga concessione e di una gestione delle aree commerciali interne allo stadio resta però un’idea che piace molto a Commisso.