Serie B, Balata: «Il nuovo bando dei diritti tv sarà di durata triennale»

In occasione dell’assemblea di Lega odierna, i presidenti hanno sollevato il problema riguardante la riforma del vincolo sportivo.

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Mauro Balata (Foto: Giuseppe Bellini/Getty Images)

Dopo la Serie A, che ha assegnato i diritti tv per il prossimo quinquennio a partire dalla stagione 2024/25 e dopo la Coppa Italia e la Supercoppa italiana, è il turno della Serie B che vedrà scadere l’attuale accordo con Sky e DAZN al termine di questa stagione (tra le emittenti c’era anche Helbiz Live, ma la Lega Serie B ha risolto il contratto con il gruppo a causa di inadempienza).

A margine dell’assemblea di Lega Serie B, il presidente Mauro Balata ha affrontato la questione: «Per quanto riguarda la commercializzazione dei diritti audiovisivi della Serie B si è deciso di procedere alla vendita per un triennio, perché sulla base di valutazioni di estrema attualità rispetto alle grandi competizioni internazionali, riteniamo di dover procedere con un parametro temporale limitato, così da capire come queste vicende si evolveranno nel tempo». Il campionato cadetto conferma quindi la durata classica del bando, nonostante la Serie A abbia optato per allungare l’orizzonte temporale e fissarlo a cinque anni.

Nell’assemblea di oggi si è discusso un altro tema molto dibattuto è stato la riforma del lavoro sportivo, per la quale sono state richieste delle misure correttive urgenti. Il presidente della Cremonese Francesco Dini spiega: «Nel 2021, con il decreto lesgislativo numero 36 che ha riformato il rapporto vincolistico tra squadre e giovani calciatori, sono stati modificate in modo radicale le regole che regolavano questi rapporti, in un modo devastante».

«Questa riforma va quindi a toccare calciatori di 14-15 anni – ha continuato Dini -, che prima avevano un rapporto con le società, mentre ora li avranno solo con i procuratori, con impatti etici inquietanti. Ci rivolgiamo direttamente alla FIGC per aprire un tavolo così da analizzare le nostre proposte, e di intervenire subito con accorgimenti regolamentari che limitino i danni. Soprattutto ci rivolgeremo a breve ai Ministri competenti, del Lavoro e dello Sport, oltre che al legislatore, perché bisogna cambiare la norma primaria, che per come è scritta va ad azzerare il settore giovanile italiano».