Pirateria, danno da 350 mln annui: al via la piattaforma per lo stop ai siti illegali

Conto alla rovescia per l’attivazione della piattaforma in grado di bloccare i siti illegali entro 30 minuti dalla loro individuazione.

Serie A causa pezzotto
(Foto: Marco Luzzani/Getty Images)

Il conto alla rovescia è quasi finito e la data “giusta” dovrebbe essere venerdì 7 dicembre. Il Decreto Legge Caivano, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 14 novembre, prevede che la piattaforma necessaria a bloccare i siti illegali sia operativa a partire dal giorno in cui a Torino si giocherà Juventus-Napoli. Una bella notizia nella lotta alla pirateria che, dopo l’approvazione lo scorso luglio da parte del Parlamento della nuova legge, di fatto non è ancora iniziata.

Tra pochi giorni, spiega La Gazzetta dello Sport, è atteso invece il cambio di marcia che i broadcaster e la Lega Serie A hanno a lungo invocato visti gli oltre 350 milioni di euro che ogni anno vengono persi dal sistema calcio a causa del “pezzotto” e dei siti che trasmettono illegalmente il nostro campionato.

La piattaforma anti-pirati in questo periodo è oggetto di test da parte dell’AgCom dopo che ad agosto la Lega l’ha donata all’Autorità e dopo che a settembre si è insediato il tavolo tecnico per la definizione e la condivisione dei requisiti di funzionamento della piattaforma stessa. Quando sarà pienamente operativa la piattaforma permetterà di bloccare gli IP illegali entro 30 minuti dalla loro individuazione e consentirà alla Guardia di Finanza e alla Polizia postale di risalire alle persone che fruiscono illecitamente dei contenuti.

Pirateria blocco siti illegali – I rischi per gli utenti

Questo iter è obbligatorio per combattere la criminalità più sofisticata e pericolosa, quella che opera attraverso hacker capaci di rubare il segnale tv dalle più importanti realtà internazionali. Chi fruisce di contenuti sportivi e di intrattenimento in maniera illegale non sa che i suoi dati, condivisi per acquistare un abbonamento pirata, possono essere poi facilmente utilizzati, per esempio, per prelievi dai propri conti correnti e pagamenti non autorizzati.

Oltre a incorrere in denunce penali e in multe, chi frequenta i siti pirata mette dunque a rischio la propria identità digitale, usa sul proprio smartphone o pc un servizio gestito da hacker e compromette i propri dispositivi, con il rischio di diventare destinatari di truffe.