Marotta: «Oaktree? Tifosi stiano tranquilli: Zhang non abbandonerà l’Inter in difficoltà»

L’amministratore delegato nerazzurro ha anche parlato del tema stadio: «San Siro è un contenitore formidabile di emozioni, ma è una costruzione datata che non è più al passo con i tempi».

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Giuseppe Marotta (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

All’evento DLA Piper Sport Forum 2023 tenutosi a San Siro era presente anche l’amministratore delegato dell’Inter, Giuseppe Marotta. Tra i temi affrontati c’è sempre quello dello stadio, ma anche il futuro della società in vista della scadenza del prestito garantito da Oaktree alla famiglia Zhang.

L’ad nerazzurro ha approfondito la questione legata al prestito a carico di Suning, che ha dato in pegno le azioni dell’Inter: «Devo dire ai nostri tifosi che devono stare tranquilli. La famiglia Zhang ha a cuore le sorti del club nel rispetto della storia e dei tifosi. Ha profuso, nel corso degli anni, tanti investimenti, non è giusto si tirino fuori soldi ogni anno. La sostenibilità la puoi ottenere anche con un management coraggioso e creativo. Ma, la famiglia Zhang non abbandonerà l’Inter in difficoltà, siamo sereni sulle prospettive. Massimo rispetto per loro, visto che la garanzia di continuità è assoluta».

Per aumentare i ricavi dei club, e quindi renderli più sostenibili, si era pensato alla Superlega: «Quel tentativo è nato soprattutto in un momento di grande difficoltà in cui erano tanti club, era una reazione istintiva. È stato sbagliato momento e modo e l’abbiamo archiviata. Ma esiste ancora un tema legato a un sistema in difficoltà perché c’è una grande contrazione finanziaria ed economica degli investitori. Parlavamo di modelli che sono cambiati, in Italia non ci sono più mecenati. Bisogna andare oltre e vedere i rimedi, a partire dalla competenza. Il core business deve essere quello calcistico e deve essere accompagnato dalla competenza. L’equazione che chi più spendi più vince non funziona. È chiaro che aiuta, ma non è automatica».

Tema stadio: «San Siro è una icona della storia del calcio nazionale, un contenitore di storia ed emozioni che ha riservato grandi emozioni alla Nazionale e ai club. Ma è normale che nel concetto di innovazione ci sia anche quello di rendere gli stadi funzionali alle attività del calcio di oggi, visto che le società oggi sono attività di business. Gli stadi sono uno degli asset fondamentali per aumentare la redditività. San Siro è datato e come tutte le cose datate ha aspetti positivi ma non è più al passo con i tempi. Chiaro che i club hanno tentato di valorizzare questo impianto ma è giusto e doveroso guardarsi intorno».

Cosa serve al manager moderno: «Come qualità quella che non può mancare è il coraggio. Ho avuto la fortuna di vivere l’evoluzione del mondo del calcio, prima c’era il mecenatismo ma oggi siamo di fronte al concetto di sostenibilità, che devono passare dai risultati sportivi ma dal rispetto degli equilibri economici. L’ingresso del FPF ha portato anche a una maggiore rigidità sulla gestione, quindi serve più coraggio, raggiungendo l’obiettivo non solo spendendo soldi ma cercando opportunità e sfruttando la creatività, coi parametri zero, con uno zoccolo duro italiano ad esempio visto che l’obiettivo è vincere lo Scudetto».