Inter, Antonello: «Ridurremo ancora le perdite. Stadio? Rozzano via percorribile»

L’amministratore delegato nerazzurro è intervenuto a Roma al Social Football Summit: «L’unica criticità evidenziata è quella relativa al traffico vista la presenza nelle vicinanze del Forum di Assago».

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Alessandro Antonello (Foto: Emilio Andreoli/Getty Images)

Al Social Football Summit in corso di svolgimento a Roma è intervenuto anche l’amministratore delegato dell’Inter, Alessandro Antonello, che ha parlato soprattutto della tematica stadio. Uno sguardo al recente passato, con i nerazzurri che hanno stabilito un nuovo record di ricavi legati al Meazza, ma anche al futuro per raggiungere il livello delle altre big europee che possono contare su un impianto di proprietà.

L’AD nerazzurro, a questo proposito, ha analizzato l’attuale situazione del club, coinvolto da una parte nel progetto condiviso con il Milan per il nuovo San Siro, e dall’altra da quello in autonomia nell’area Cabassi di Rozzano: «L’anno scorso abbiamo avuto una spinta incredibile dai nostri tifosi che hanno sempre riempito San Siro. Abbiamo raggiunto il record storico sia per quanto riguarda il campionato che per la Champions League grazie al derby in semifinale per quanto riguarda i ricavi. Però se pensiamo ai numeri dell’infrastruttura esistente, questi ricavi potevano essere superati con un nuovo stadio. Ormai sono più di quattro anni che lavoriamo a un progetto in condivisione per l’area di San Siro che ritenevamo funzionale al piano di sviluppo del club».

Sulle condizioni attuali di San Siro: «Purtroppo l’attuale stadio manifesta segni tangibili di inadeguatezza rispetto ai bisogni delle due squadre che devono competere a livello europeo con giganti che generano ricavi che sono quasi il doppio per quanto riguarda lo stadio. Stiamo perseguendo ancora la strada di San Siro anche se oggi bisogna constatare un altro slittamento in quanto la sentenza del TAR, attesa per oggi con oggetto il vincolo posto dalla Sovrintendenza, è stata slittata a dicembre. Ancora una volta, ed è questo il messaggio da lanciare, l’Italia si trova a combattere con un sistema amministrativo che non agevola gli investimenti. Accogliamo con grande soddisfazione l’assegnazione all’Italia degli Europei 2032, ma come Inter riteniamo il tutto tardivo visto che dal 2019 lavoriamo al dossier stadio e abbiamo assoluto bisogno di avere delle tempistiche certe per poter avere una infrastruttura. Il progetto San Siro è a oggi ancora una situazione di stand-by».

Lo sguardo è rivolto a Rozzano: «Proprio per questo ci siamo dovuti rivolgere a un’altra realtà. La strada che porta a Rozzano è sicuramente percorribile. L’area individuata, a oggi, è di proprietà della famiglia Cabassi, con cui abbiamo stipulato un accordo in esclusiva fino ad aprile 2024. In questo momento stiamo portando avanti tutte le valutazioni del caso. Oggi l’unica criticità che abbiamo rilevato è quella relativa al traffico, visto che si tratta di un’area abbastanza congestionata per gli eventi, visto che nelle vicinanze è presente il Forum di Assago che in un anno richiama 3 milioni di persone».

«Un’area che, però, riteniamo assolutamente idonea non solo per ospitare lo stadio da circa 70.000 posti, ma anche la nostra sede. Stiamo valutando anche che attività accessorie possono essere allocate per la cittadinanza, visto che vogliamo dare il nostro contributo per Rozzano, e anche per Assago, nel dare nuovi servizi alla popolazione delle due città e non solo. È un’area di prima livello, anche perché a sud è raggiungibile attraverso l’Autostrada del Sole, e i anche i cittadini milanesi conoscono visto che sono soliti frequentarla e che puntiamo a far diventare una delle aree più importanti, dal punto di vista dell’entertainment, d’Europa. Questo è quello a cui stiamo pensando e non ci possiamo assolutamente fermare, visto che gli altri club europei corrono e noi dobbiamo fare lo stesso», ha aggiunto Antonello.

L’AD nerazzurro ha poi affrontato il tema sostenibilità: «È un termine che sembra scontato, ma che è sicuramente salito alla ribalta con la pandemia. Il calcio europeo ha sofferto 7 miliardi di perdite, fermandoci a quello italiano una perdita di sistema di più di un miliardo. Qui è intervenuta la UEFA con nuove regole, lanciando le Financial Sustainability Regulations. Regole più stringenti da una parte, ma che hanno permesso ai club più danneggiati dalla pandemia di riprendersi gradualmente».

«La solvibilità deve essere uno dei cardini del sistema, altrimenti questo rischia di implodere – ha continuato l’amministratore delegato dell’Inter -. Prima si era focalizzati sulla crescita dei ricavi, ma ora la gestione dei costi è fondamentale. Tutte queste regole servono a garantire equilibrio del calcio. Come club, dal punto di vista strategico abbiamo sempre voluto declinare le due dimensioni: competitività e sostenibilità finanziaria, spesso non allineate, ma che noi con grande sforzo abbiamo voluto perseguire. È un percorso nato anni fa, i successi fuori e dentro il campo non sono improvvisati e nascono dopo l’acquisizione del club da parte di Suning. La nostra mission era quella di riportare i successi in ambito sportivo con un investimento graduale nella rosa per essere competitivi, ma lavorare anche in modo esterno al campo con una strategia mirata ad allargare la nostra fan base».

«I risultati sportivi sono fondamentali perché amplificano quanto si fa dietro le quinte – conclude Antonelli -. Oggi dopo le ultime partite di Champions siamo ottavi nel ranking UEFA, quando abbiamo intrapreso la nostra strategia invece eravamo 45esimi. È il frutto del lavoro di questi anni ma speriamo che il bello debba ancora venire. Obiettivi per il futuro? Il percorso di sostenibilità  certamente un percorso che terremo ben presente nelle prossime stagioni. Un percorso inevitabile per tutti, non solo per l’Inter. Tutto questo non andrà mai a discapito della performance sul campo. Ci aspettiamo quindi di ridurre ulteriormente le perdite del club tramite gli obiettivi raggiunti sul campo».