Al Khelaifi: «Il campionato saudita non è una minaccia per il calcio europeo»

Il presidente del PSG e dell’ECA ha aggiunto: «Lavoriamo strettamente con la UEFA per sviluppare il calcio nell’interesse di tutti, generando maggiori risorse per ogni club».

Al Khelaifi
Nasser Al Khelaifi (Photo by BERTRAND GUAY/AFP via Getty Images)

La Saudi Pro League si prepara a tornare protagonista anche nel mercato di gennaio, visto che la lega saudita sta per approvare come i club del proprio massimo campionato possano tesserare più calciatori stranieri, da sette si passerà a 10, aprendo di fatto a ulteriori investimenti in Europa per accaparrarsi i migliori calciatori. Che si tratti di campioni affermati a caccia dell’ultimo grandissimo contratto della carriera, ma anche di calciatori in rampa di lancio, l’esempio Gabri Veiga è il più significativo da questo punto di vista.

Come riporta l’edizione odierna del La Gazzetta dello Sport, a questo proposito si è espresso il presidente del Paris Saint-Germain e dell’ECA, Nasser Al Khelaifi: «Come organizzazione dei club, che ha appena accolto un nuovo club italiano come il Palermo e vede Inter e Milan, insieme agli altri, come elementi fondamentali, lavoriamo strettamente con la UEFA per sviluppare il calcio nell’interesse di tutti, generando maggiori risorse per ogni club. Lega saudita o altre non sono una minaccia: siamo concentrati sui nostri standard. La UEFA ha le migliori competizioni, i migliori club e giocatori, la storia più ricca e la più ampia platea di tifosi al mondo. Sono gli ingredienti del successo».

Il PSG, questa sera, giocherà a San Siro contro il Milan per la quarta giornata dei gironi di Champions League, ma Al Khelaifi non sarà presente: «Sono deluso di non esserci, ho provato a convincere il medico (è stato operato al ginocchio nei giorni scorsi, ndr), ma non si può fare. Non sarà facile star lontano dai miei giocatori, Luis Enrique e il ds Luis Campos con cui sono in contatto continuo. San Siro ha storia e atmosfera incredibili. È una fortezza dove si gioca contro 12 avversari. E amo Milano: ci vengo spesso per affari e svago. La guarderò in tv: sarà una sfida titanica tra grandi club, proprio da Champions».

Il ritorno di Donnarumma a San Siro e sul nuovo corso firmato Luis Enrique: «Gigio è tra i migliori portieri al mondo, è ancora giovane, molto professionale, una persona fantastica. Quando firmò per noi vinse l’Europeo con l’Italia da miglior giocatore, una cosa incredibile per un portiere. Avevamo provato a prenderlo già due o tre anni prima. Quello che ha fatto con il Milan è incredibile. Ho grande rispetto per lui e per il Milan. Al PSG è in corso una evoluzione. Puntiamo al top, sempre alla ricerca di come migliorare e crescere. Per nuove fondamenta servono tempo, un obiettivo, pazienza, perseveranza. Un progetto si costruisce con un piano, non su un paio di gare. E poi abbiamo una nuova filosofia di lungo periodo, sul collettivo, non più sui singoli. Oggi mi piace guardare il Psg, come penso i nostri fan. È la strada giusta, anche con il nuovo centro di allenamento, il migliore al mondo: è una spinta per il futuro».

Nei giorni scorsi il Real Madrid ha diramato un comunicato che escludeva ogni trattativa in corso con Mbappé, che ancora non ha rinnovato il proprio contratto, in scadenza al 30 giugno 2024: «Non ho visto il loro comunicato, siamo tutti focalizzati su noi stessi e il nostro calcio, non sugli altri. Kylian continua a raggiungere grandi traguardi e magari la gente lo dà per scontato, ma nessuno ha giocato due finali mondiali segnando pure una tripletta. Ripeto: Kylian è il migliore al mondo, è fantastico vederlo alla guida di PSG e Francia. Ha un effetto positivo sui nostri giovani, ci aiuta a costruire il nostro futuro».

Nella gara di andata contro il Milan, e nell’ultimo periodo, gli occhi di tutti sono puntati su Zaire-Emery, faro del centrocampo nonostante abbia solo 17 anni, nella stagione successiva all’addio di Verratti: «Innanzitutto, rendo omaggio a Verratti per il contributo dato al PSG in 11 anni: è un giocatore fantastico, l’Italia e la Nazionale devono esserne fiere. Su Warren posso dire che è speciale, cresciuto da noi, fa cose fenomenali, ed è così maturo per la sua età. Non va paragonato, è unico. Sta tracciando la sua strada. È leale, appassionato e ha una bella famiglia, un buon entourage. Siamo fortunati ad avere giocatori così. I migliori vogliono venire da noi, ma ormai i migliori giovani li formiamo. Il nostro nuovo centro di allenamento è il cuore della prossima fase di sviluppo».