Rai, costi più alti e calo degli ascolti: a gennaio si cambia

La fiction riporta la tv di Stato sui livelli abituali, ma a inizio anno serve comunque un rimescolamento dei palinsesti che vedranno, quasi sicuramente, il taglio di quei nuovi programmi che costano tanto, ma producono pochi ascolti.

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(Foto: Samantha Zucchi/Insidefoto)

Il nuovo corso Rai stenta a decollare, nonostante il cambio drastico voluto dal governo Meloni. E ora è pronta un’altra rivoluzione, tagliando quei programmi che non hanno rispettato le attese. I provvedimenti sono attesi per l’inizio del nuovo anno, anche per far fronte a una spesa che intanto si è fatta più importante.

Come riporta l’edizione odierna del La Stampa, in viale Mazzini c’è il massimo riserbo, anche se sembra che siano molti i programmi a rischio taglio, a testimonianza che più di qualcosa non vada al momento. Ovviamente il cambio in corsa non potrà assecondare tutte le ambizioni, ma si cercherà di fare di necessità-virtù con un obiettivo chiaro: diminuire i costi. Anche perché i risultati portano a prendere una decisione.

La palla, ora, passa nelle mani dell’amministratore delegato Rai, Roberto Sergio. A serio rischio sono i programmi di Max Giusti, Bianca Guaccero, Nunzia De Girolamo e il tanto criticato “Mercante in fiera” di Pino Insegno. Ma non tutte le notizie sono nere. Infatti, l’eccezione è rappresentata da “Citofonare a Raidue”, in onda nel fine settimana, condotto da Paola Perego e Simona Ventura che con 88 mila euro di costo a puntata (per un totale di 1,76 milioni per i 20 appuntamenti in calendario) nel trimestre analizzato strappa un +0,27% di share. Un piccolo sorriso, ma che comunque c’è.

Ma i dati negativi abbondano. Infatti, “Le parole” di Gramellini ottenevano più di “Che sarà” (-2,93% di share) e stessa storia per la “Volta Buona” di Caterina Balivo che nel periodo dall’11 settembre al 20 ottobre lascia sul campo oltre due punti e mezzo di share rispetto a “Oggi è un altro giorno”. Ed ecco che il nuovo anno può vedere un rimescolamento importante del palinsesto. Anche se, come confermato da Sergio, nel core business della Rai ci sono sì gli ascolti ma soprattutto il codice del servizio pubblico. Quello che non convince è la strategia messa in campo per dare il via libera a nuovi programmi, e soprattutto, l’incertezza.

Rai costi nuovi programmi – Da “Il Mercante in fiera” a “Avanti Popolo”

Una lacuna importante in casa Rai è la mancanza del coordinatore dei generi, che avrebbe dovuto esprimersi prima della rivoluzione, a questo punto fallita, effettuata nei mesi scorsi. Un esempio lampante è stata la scelta di investire 2,7 milioni di euro per “Il Mercante in Fiera”, in programmazione per 71 puntate, quando nel preserale su Rai Uno c’è un programma forte che finisce per fare una concorrenza interna a un programma nuovo.

Ma a rischio taglio non ci sono solo i programmi, ma potrebbero arrivare anche sul fronte della gestione. I 2,7 milioni di euro per il programma di Insegno, infatti, potevano essere utilizzati molto meglio, anche solo comprando 270 puntate di fiction internazionale, al costo di 10 mila euro a episodio. Rimanendo su Rai 2, “Liberi tutti” con Bianca Guaccero costa 500 mila euro a puntata e perde oltre l’8% rispetto a “Stasera tutto è possibile”, mentre Max Giusti con “Fake show” in prima serata costa 300 mila euro l’una (6 puntate, 1,8 milioni di euro) e si ferma sotto il 4% perdendo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno oltre 5 punti percentuali. Poi c’è il caso “Avanti popolo” condotto da Nunzia de Girolamo, circa 200 mila euro a puntata (32 puntate oltre 6 milioni) fermo sotto al 3% di share.

Roberto Sergio e Giampaolo Rossi vogliono ripartire dal +0,3% anno su anno. «Ad ogni modo – spiega la numero uno del marketing Rai, Roberta Luccagià la tendenza della terza settimana di ottobre ci ha portato alla “normalità” che abbinata alla completezza del palinsesto, la maggior parte delle programmazioni sono partite, ha riportato le tre generaliste Rai a dominare la scena. Ci troviamo oggi con un posizionamento dei canali e degli editori usuale rispetto alla stagione di riferimento. Gli ascolti sono stabili per i programmi nuovi e in crescita per quelli storici. Anzi Rai aumenta il distacco con Mediaset». E un grazie particolare va alla fiction, il genere che piace sempre e salva i broadcaster.