Dossier salva San Siro: il Comune di Milano rivaluta l'ipotesi due stadi

L’idea è quella di puntare all’Inter, affidando ai nerazzurri la ristrutturazione del Meazza o la costruzione di un nuovo impianto.

Architetti bocciano piano WeBuild
(Foto: Marco Luzzani/Getty Images)

Trattenere le squadre – o almeno una delle due – a San Siro. È il piano a cui il Comune di Milano sta lavorando nonostante il primo parere della soprintendenza punti alla conservazione del Meazza, relativamente almeno al suo secondo anello che nel 2025 compirà 70 anni. Inter e Milan, del resto, guardano altrove ormai da diversi mesi tra Rozzano e San Donato.

Tuttavia, il Comune non si è ancora arreso a lasciare scappare i due club dalla città. Palazzo Marino dovrà fare i conti con un impianto che molto probabilmente non potrà essere raso al suolo, da qui – scrive l’edizione milanese de La Repubblica – le possibilità che si aprono per cercare di trattenere le squadre non sono molte. Una delle ipotesi è quella di dare il via libera a Inter e Milan per costruire un secondo impianto di fianco all’attuale Meazza che verrà mantenuto in piedi, magari solo in parte, rifunzionalizzando il secondo anello.

Convincere il Milan è più complesso. Per questo il sindaco Sala starebbe puntando all’Inter. Ai nerazzurri sarebbe affidata la ristrutturazione del Meazza, nei termini consentiti dalla decisione della soprintendenza, oppure la costruzione ex novo di un impianto di fianco al vecchio. In casa nerazzurra quella di Rozzano è per il momento solo una possibilità. Nulla sarebbe ancora stato definito.

E a proposito di costruire un secondo stadio a Milano, la vicesindaca Anna Scavuzzo ha parlato in questi termini: «Valuteremo che cosa dovremo fare, anche perché i costi di questa operazione bisogna capire come si affronteranno. Vediamo perché ancora non è chiusa, anche sui due stadi. Sono tante le questioni che anche le due squadre dovranno valutare».

«Io avrei voluto vedere un nuovo stadio di San Siro e non una conservazione del vecchio e una proliferazione di stadi. Credo che sia un errore quello di insistere su un vincolo su una struttura che andava trasformata, invece che congelata così com’è», ha concluso.