Piazza Affari amplia il suo caso, sotto il peso degli ordini in vendita che hanno colpito le banche che pesano circa il 30% dell’indice guida. Il Ftse Mib cede il 2% con Bper che perde il 9,4%, Fincobank l’8,9%, Banco Bpm l’8,2%, Mps il 7,9%, Intesa Sanpaolo il 7,8%, Unicredit il 6,39% e Mediolanum il 4,6 per cento.
Meno colpita Mediobanca (-2,2%) forte di un modello di business con una forte componente commissionale dei ricavi che la sostiene anche escludendo la dinamica dei tassi. Non basta la buona intonazione dei titoli dell’energia a sostenere la seduta ma va segnalato il rialzo di Snam (+1,3%), Italgas (+1,4%) ed Hera (+1,6%)
I titoli delle banche crollano così dopo la tassa sugli extraprofitti bancari nei bilanci 2022 e 2023. Il prelievo del 40% scatterà se il margine di interesse registrato nel 2022 “eccede per almeno il 3%” il valore dell’esercizio 2021. Percentuale che sale al 6% confrontando il 2023 col 2022.