Reggina, le motivazioni del TAR: «I debiti potevano essere pagati prima del 20 giugno»

I calabresi avevano concordato con il Tribunale Fallimentare di Reggio Calabria che l’intero importo poteva essere saldato entro il 12 luglio 2023, ben oltre il 20 giugno, data limite da regolamento FIGC per le domande di ammissione a tutti i campionati.

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(Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

Motivazioni TAR Reggina – Giovedì scorso la Reggina si è vista respingere l’ennesimo ricorso, questa volta dal Tar del Lazio, contro la decisione del Collegio di Garanzia del CONI dello scorso 20 luglio che ha estromesso i calabresi dalla prossima Serie B, che è in programma di iniziare venerdì 18 agosto.

Nella giornata di oggi, invece, sono uscite le motivazione della sentenza del Tar che ha confermato la decisione di non ammettere i calabresi al campionato cadetto 2023/24. «Il presupposto (non contestato) per l’iscrizione al campionato era l’adempimento degli obblighi previsti nel C.U. n. 169/A entro il termine perentorio valido per tutti gli aspiranti alla partecipazione al campionato, vale a dire il 20 giugno 2023, adempimento possibile ma non eseguito dalla ricorrente, con conseguente irrilevanza della diversa tempistica prevista per i pagamenti dalla sentenza del Tribunale Fallimentare».

I giudici amministrativi hanno ritenuto che nel caso specifico «non si pone alcun conflitto, tra le decisioni del Tribunale fallimentare di Reggio Calabria, che ha assegnato alla ricorrente il termine di giorni 30 (con scadenza 12 luglio 2023) per il pagamento delle somme ammesse ad omologa e la decisione della Covisoc di (continuare a) fare riferimento al termine perentorio del 20 giugno 2023 previsto dal C.U. n. 169/A, per la dimostrazione della sussistenza dei requisiti previsti per la partecipazione al campionato di serie B, stagione 2023/2024.
Tale ultima decisione, infatti, costituisce piana esecuzione delle ‘regole del gioco’, fissate dalla Federazione in data 19 aprile 2023 con il CU n. 66/A, ben prima dell’inizio della competizione sportiva, al fine di poter partecipare a quella competizione».

In sostanza, «ammessa alla procedura di omologazione in data 12 giugno 2023, la ricorrente avrebbe potuto, come pure è stato chiarito, adempiere al pagamento dei debiti tributari e contributivi entro il termine del 20 giugno 2023, ma non vi ha provveduto fino al 5 luglio 2023, senza fornire adeguate e provate giustificazioni al riguardo, fatta eccezione per il generico riferimento a ‘elementari esigenze organizzative’, che non dimostrano l’esistenza di un impedimento effettivo. Non può, in altri termini, la società ricorrente dapprima adeguarsi alle norme dettate dalla Federazione per la partecipazione al campionato e solo dopo averle disattese pretendere di contestarle, appellandosi alle decisioni del Tribunale fallimentare, che ben le avrebbero consentito, peraltro, di rispettare la scadenza imposta dalla Federazione a tutti gli aspiranti alla medesima competizione sportiva».

Il Tar, invece, ha accolto il ricorso del Lecco che è stato nuovamente ammesso alla prossima Serie B. Reggina e Perugia, società che verrebbe ripescata in caso di estromissione dei lombardi, hanno già preannunciato ricorso al Consiglio di Stato, l’ultimo grado possibile per questi casi, che è chiamato a pronunciarsi entro e non oltre il 29 agosto. Data che potrebbe essere anticipata per la volontà della FIGC di non far slittare l’inizio del campionato che, come detto, è in programma venerdì 18 agosto con l’anticipo della prima giornata.