Fininvest ora controlla Mondadori e Banca Mediolanum: ecco le partecipazioni

Dopo la morte di Berlusconi, la holding ha reso note le partecipazioni nelle quotate Mondadori e Banca Mediolanum.

I cinque figli di Silvio Berlusconi: da sinistra Eleonora, Barbara, Luigi, Marina e Pier Silvio (Photo by PIERO CRUCIATTI/AFP via Getty Images)

In seguito alla morte di Silvio Berlusconi, la holding di famiglia Fininvest è diventata titolare diretta delle quote detenute dall’ex premier in Mondadori e Banca Mediolanum. Secondo le comunicazioni Consob sulle partecipazioni rilevanti, il 69,536% di Mondadori è diventato di Fininvest, così come il
30,096% di Banca Mediolanum (di cui 20,097% senza diritto di voto). Nel dettaglio, la comunicazione è stata effettuata da Fininvest per aggiornamento delle partecipazioni alla data del decesso di Silvio Berlusconi, che esercitava il controllo indiretto sulla stessa Fininvest.

La comunicazione è resa in seguito alla pubblicazione, in data 6 luglio 2023, del comunicato stampa con cui “i chiamati all’eredità” di Silvio Berlusconi hanno reso noto che dalle volontà testamentarie risulta che nessun soggetto deterrà il controllo solitario indiretto su Fininvest. Quest’ultima ha precisato che, alla data della presente comunicazione, gli eredi non risultano averla ancora accettata.

Come specificato dalla Consob, i diritti di voto di Fininvest in Banca Mediolanum sono limitati rispetto alla partecipazione azionaria, in quanto la Banca centrale europea ha comunicato, con decisione del 25 ottobre 2016, di opporsi all’acquisizione da parte di Fininvest di una partecipazione qualificata in Banca Mediolanum.

Per effetto di tale decisione e del successivo provvedimento di Banca d’Italia dell’11 aprile 2017, che hanno determinato la sospensione dei diritti di voto sulla partecipazione di Fininvest eccedente il 9,999% del capitale sociale di Banca Mediolanum (pari al 20,097%), la facoltà di Fininvest di esercitare il diritto di voto è attualmente limitata alla quota del 9,999% del capitale. Fininvest ha precisato di aver impugnato detti provvedimenti avanti le sedi competenti e che i relativi giudizi sono tuttora pendenti.