I maxi recuperi non sono una novità per il calcio mondiale. In occasione della Coppa del Mondo che si è svolta in Qatar tra novembre e dicembre del 2022, gli arbitri hanno ricevuto l’indicazione di fare particolare attenzione al tempo extra concesso alle squadre prima del fischio finale. Maggiore attenzione ai minuti persi – tra esultanze e altre perdite di tempo – e di conseguenza a quelli recuperati.
Una decisione che ha portato i direttori di gara ad assegnare recuperi particolarmente corposi, arrivando spesso addirittura in doppia cifra e comunque quasi sempre sopra i 5 o 6 minuti (anche nella prima frazione di gioco, dove spesso il recupero non viene neanche assegnato). Difficile dire se si tratti di un primo passo verso il tempo effettivo, ma è evidente che la FIFA creda in questa strada.
Lo si evince anche da quanto accaduto nella gara inaugurale del Mondiale femminile tra Nuova Zelanda e Norvegia, dove la direttrice di gara ha assegnato 9 minuti di recupero oltre il 90’. Un extra molto corposo rispetto a quello a cui i tifosi sono abituati, all’apparenza non giustificato dall’unico episodio da VAR che ha richiesto una pausa durante l’incontro.
La novità, inoltre, dovrebbe riguardare anche la Serie A nella nuova stagione. L’Italia, che già ha alzato nella scorsa stagione gli “extra-time”, abbraccerà una versione “accurata” del calcolo del tempo di recupero, che dovrà tener conto, ha sottolineato proprio l’Ifab, anche delle esultanze. Il designatore Gianluca Rocchi sensibilizzerà tutti gli arbitri su questi e altri temi che diverranno centrali della prossima stagione.