Le trattative per i diritti tv della Serie A dal 2024 e i risvolti in caso di mancata assegnazione ai broadcaster. E’ questo uno dei temi trattati dall’amministratore della Lega Serie A Luigi De Siervo, intervenuto questo pomeriggio durante “La politica nel pallone”, storica trasmissione radiofonica della Rai condotta e curata da Emilio Mancuso e giunta alla sua ventesima stagione.
Non solo l’ipotesi dell’uscita di scena di Sky per la Serie A. L’AD del massimo campionato italiano ha parlato anche delle cifre che la Lega si è prefissata: «L’obiettivo della Lega è che la vendita dei diritti abbia un valore per singolo anno superiore a quello attuale. L’ultima vendita ha portato ricavi per 927 milioni all’anno e circa 50 milioni per la Coppa Italia. L’obiettivo è superare il muro del miliardo, la discussione sta nel fatto che i broadcaster stanno cercando di risparmiare il più possibile perché non ci sono concorrenti diretti».
Inevitabile un passaggio sulla pirateria e sull’importante Legge approvata per cercare di debellare il fenomeno: «Ora quella contro la pirateria è diventata una legge dello Stato. Lo abbiamo fatto perché siamo convinti che i contenuti vadano pagati e dobbiamo smettere di arrampicarci su un albero per guardare una partita fuori dallo stadio. Il nostro è un prezzo giusto, la metà di quello che paga un tifoso inglese per seguire la sua squadra».
«Se riusciremo a debellare o ridurre la pirateria – ha proseguito ancora De Siervo – potremo garantire ricavi ai club e un prezzo adeguato all’utente finale. La Legge da sola non basta ovviamente, serve la sua esecuzione, con la speranza che entro 30 minuti si riesca a intervenire sulle trasmissioni in diretta. Con questa modalità le partite possono essere protette. Chi paga un prezzo per vedere le partite tramite i siti pirata arricchisce le organizzazioni criminali e toglie un pezzo di futuro al calcio italiano».
In caso di mancata assegnazione ai broadcaster, si valuteranno le manifestazioni di interesse per il canale di Lega: «Tanto è stato detto, ma tanto è stato anche fatto. Se non si trovasse il punto di sintesi tra i soggetti in corsa avremmo il tempo per uscire con un’offerta di contenuto sorprendente. Il tema è fare uno sforzo imprenditoriale importante e lanciare un progetto unico per avere un rapporto diretto con i nostri tifosi».
E sulle possibilità che questo progetto si concretizzi, De Siervo ha concluso: «Credo che siamo al 50%, non perché non creda nel buon lavoro per vendere i diritti, ma credo che le tv vogliano un po’ approfittarsi di questa situazione di scarsa competitività. Sono tre soggetti importantissimi, ma concorrono per pacchetti diversi e hanno ambizioni diverse. Da qui la difficoltà di creare quell’ultimo scatto per l’assegnazione dei diritti. Se non dovessimo assegnare i diritti con l’estate, a settembre partiremo con l’attività di preparazione del contenuto».