I fondi garantiti dal PNRR firmato da Mario Draghi, ma poi ritirati dal governo Meloni su indicazione della Commissione Europea, che erano destinati agli stadi di Firenze e Venezia hanno fatto scattare una vera e propria battaglia da parte dei due comuni fatta di carte bollate.
Come riporta l’edizione odierna del La Nazione, il Comune di Firenze, nella giornata di martedì, ha diramato una nota che apre le porte a un ricorso al TAR con «un atto dirigenziale che dà mandato all’avvocatura del Comune di attivarsi. Premesso che nessun atto ufficiale di definanziamento è mai stato notificato né alla Città Metropolitana né al Comune di Firenze, si sta valutando l’eventualità di un ricorso al TAR. I termini per la scadenza del ricorso sono 60 giorni presumibilmente dalla conoscenza dell’atto. In assenza di comunicazione ufficiale è difficile stabilire questa scadenza cautelativamente si calcolano 60 giorni dalla pubblicazione in gazzetta ufficiale (4 maggio) del decreto interministeriale del 28 aprile, per cui la scadenza per depositare l’eventuale ricorso sarebbe il 3 luglio».
Il Comune di Firenze si affianca a quello di Venezia, che ha fatto partire la sua personale battaglia legale nelle scorse settimane dopo essersi visto fermare i finanziamenti per il progetto del Bosco dello Sport. Anche il sindaco Brugnaro, infatti, nei giorni scorsi ha dato il via libera a procedere con un ricorso contro il provvedimento del governo.
Insomma, si prospettano mesi di carte bollate con il Comune di Firenze, nella sua interezza visto che sulla questione anche l’opposizione di centrodestra è con la maggioranza, che chiede al TAR di annullare l’atto governativo del 28 aprile, quello sottoscritto dal Governo per l’annullamento dei fondi del PNRR per i due stadi, dando ufficialmente mandato all’avvocatura di difendere la tesi «presso tutte le superiori Autorità in ogni ulteriore grado di giudizio».
Per il solo stadio Franchi, che dovrebbe subire un pesante lavoro di restyling a cui il Comune e la Fiorentina di Rocco Commisso sono riusciti a scendere a patti dopo settimane di dure discussioni, servono circa 200 milioni di euro, di cui 55 erano garantiti dal PNRR. Ora questi fondi non ci sono più, sono stati dirottati verso altri progetti, e quindi il futuro del Franchi, e di quello del Basco dello Sport di Venezia, si preannuncia quantomeno incerto.