Tacopina: «Non so se sia più difficile fare calcio in Italia o essere l’avvocato di Trump»

Le parole del patron della Spal: «Il calcio italiano è, ancora oggi, uno degli asset che potenzialmente può valere di più al mondo».

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Joe Tacopina (Photo by Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)

“Non so cosa sia più difficile tra lavorare nel calcio italiano e fare l’avvocato di Trump. Il calcio italiano è, ancora oggi, uno degli asset che potenzialmente può valere di più al mondo. In un business ideale bisogna rappresentarsi una torta che andrebbe divisa in tre parti per quanto riguarda le entrate (diritti tv, ricavi commerciali e stadio), ma in Italia questa torta è divisa per l’85% solo per i diritti tv e qualche briciola per il resto e questo va riequilibrato per poter crescere”. Lo ha detto Joe Tacopina, patron della Spal ed ex proprietario tra le altre di Roma e Venezia, intervenuto durante la presentazione dell’European Golden Boy 2023 e del Golden Boy Index, organizzato da Tuttosport. Tacopina è anche tra i legali di Donald Trump, ex presidente degli USA.

“Mi ricordo quando ero alla Roma e volevo comprare delle maglie per i miei bambini e vicino allo stadio non c’era nulla. Stessa situazione a Venezia dove abbiamo lavorato con Nike per un accordo che permettesse di aprire uno store vicino allo stadio e che ogni negozio Nike avesse delle maglie del Venezia. Su questo gli americani hanno un grandissimo vantaggio. Basti vedere cosa succederà con Messi che permetterà all’Inter Miami di incassare almeno il doppio di quello speso per ingaggiarlo”.

“Quest’anno la Serie A è stata piuttosto noiosa visto che il Napoli ha guidato la classifica dall’inizio e a gennaio si sapeva che avrebbe vinto il campionato. Mentre in Serie B ci sono i playoff o i playout che tengono viva la competizione, nella maggior parte dei casi e basti pensare all’anno scorso quando all’ultima giornata tutte le partite tranne una valeva qualcosa”.

“Un’idea per la Serie A, ma bisognerebbe andare oltre a una certa mentalità, l’introduzione dei playoff potrebbe creare un seguito pazzesco, soprattutto all’estero. Agenti? Il rapporto che c’é fra i club e gli agenti é fuori ogni logica, soprattutto se comparato agli sport americani”, ha concluso.

Nel corso dell’evento è intervenuto anche Andres Blazquez, ceo del Genoa: “Dal modello americano bisognerebbe provare a esportare il modello di crescita del brand che i grandi club hanno già iniziato a fare, ma che per quelli più piccoli è una vera e propria sfida con esempi importanti come il Venezia che ha fatto un importante lavoro rispetto a questo aspetto. In Italia, inoltre, è difficile programmare con certezza investimenti a medio-lungo termine per le incognite che avvolgono il calcio e questo deve cambiare. E la Uefa e le leghe nazionali devono porre rimedio visto che il modello attuale non è sostenibile per tutto il sistema calcio in generale”.

“Gli ingaggi dei calciatori sono più alti degli introiti dei club e l’unico modo per tenersi a galla è vendere i giocatori e sperare di trovarne altri che negli anni a venire faranno alzare le spese ma una volta arrivati al top permettano di rientrare dall’investimento. Ma è un sistema non sano che prima o poi non permetterà più di sostenersi”, ha concluso.