La settimana delle coppe europee ha permesso all’Italia di celebrare i risultati di Inter, Roma e Fiorentina, capaci di conquistare le finali rispettivamente in Champions, Europa e Conference League. Erano quasi 30 anni che tre squadre italiane non raggiungevano nella stessa stagione le finali delle principali competizioni continentali e si tratta solo della quinta volta nella storia, poco più di un anno dopo il momento in cui il calcio tricolore aveva toccato il fondo con la seconda mancata qualificazione ai Mondiali da parte della Nazionale guidata dal ct Roberto Mancini.
I risultati di Inter, Roma e Fiorentina, a cui non possono che andare tutti i complimenti, hanno così ridato lustro al calcio italiano, permettendo inoltre ai tre club di incassare cifre rilevanti anche per quanto riguarda il bilancio in termini di premi dalla UEFA. E non è finita qui, perché in base alle varie combinazioni la Serie A l’anno prossimo potrebbe anche avere otto squadre nelle coppe e ben tre in prima fascia in Champions League, scenari che possono far sperare anche per il futuro.
Un exploit che arriva proprio nei giorni in cui la Lega Serie A si appresta a lanciare l’asta per i diritti tv del campionato per gli anni dal 2024 a seguire. Un grande assist fornito dai club, quindi, che i manager di Via Rosellini potrebbero sfruttare soprattutto sul fronte internazionale. Ma a preoccupare resta comunque la vendita dei diritti per trasmettere le gare nel nostro Paese, considerando che i principali broadcaster non sembrano intenzionati a rivedere verso l’alto le loro offerte rispetto all’ultima asta, in cui DAZN e Sky si erano suddivise i diritti tv per circa 930 milioni annui.
Nel nuovo bando, la Lega ha cercato di ampliare al massimo le opzioni di vendita, con otto pacchetti vendibili ciascuno per tre, quattro o cinque anni: l’obiettivo è quello di arrivare a 1,2 miliardi di euro a stagione, un target particolarmente ambizioso considerando la situazione del mercato in Italia. Una partita comunque aperta, seppur tutt’altro che semplice nonostante i risultati.
Quel che è certo invece è che investire nello sport continui comunque ad essere redditizio. Lo dimostra anche l’edizione 2023 dell’Osservatorio sullo Sport System italiano di Banca Ifis, infatti, il sistema sportivo italiano ha ormai superato il tetto dei 102 miliardi di euro, con un’incidenza sul PIL del 3,4%, in un sistema che si sorregge su quattro pilastri ovverosia aziende a monte, società core, aziende a valle ed esternalità positive.
Nel quadro generale, tra gli elementi di spicco dell’edizione 2023 dell’Osservatorio c’è in particolare l’analisi sulla portata dei grandi eventi sportivi quali i Giochi Olimpici e i Mondiali di Calcio, fenomeni globali che immettono riflessi nei Paesi e nelle Città ospitanti a più livelli: manifestazioni che rappresentano anche un’occasione irripetibile di effettuare investimenti in asset permanenti. D’altronde, secondo l’analisi ogni milione di euro investito dallo Stato movimenta otto milioni di euro di investimenti privati che a loro volta portano quasi 21 milioni di euro ricavi. A testimonianza di come l’occasione di organizzare gli Europei 2032 in Italia sia una opportunità da non perdere.
Su questi temi si dipana il ragionamento alla base del Football Affairs di questa settimana, come sempre a cura del Direttore Luciano Mondellini.